CST Consulting

Studio associato di consulenza del lavoro, fiscale e societaria

Lo Studio CST Consulting Professionisti Associati fornisce servizi integrati per la consulenza fiscale, societaria e del lavoro.
Opera a Bologna e provincia dal 1996 e affianca piccole e medie imprese, di differenti settori, dalla delicata fase di start-up aziendale a quella, altrettanto importante, di controllo di gestione e analisi di bilancio. A completare il servizio l’amministrazione del personale e l’elaborazione delle buste paghe e dei contributi.
Lo Studio CST Consulting è il partner operativo e strategico ideale per far nascere, crescere e prosperare la vostra impresa.

Servizi offerti

Consulenza fiscale e societaria

  • Valutazioni di aziende e progetti imprenditoriali.
  • Ristrutturazioni societarie, trasformazioni e fusioni.
  • Piani di risanamento aziendale.
  • Analisi di bilancio e controllo gestione
  • Tenutà contabilità, dichiarazioni fiscali e adempimento telematici
  • CAAF 730
  • Contenzioso tributario.

 

Consulenza del lavoro

  • Amministrazione del personale.
  • Gestione del rapporto di lavoro negli aspetti fiscali, economici, giuridici, assicurativi, previdenziali, …
  • Elaborazione delle buste paga e dei contributi.
  • Assistenza e rappresentanza dell’azienda in conciliazioni e arbitrati.
  • Assistenza e rappresentanza in sede di contenzioso con Istituti Previdenziali, Assicurativi e Ispettivi del Lavoro.
  • Consulenza e assistenza nelle relazioni e nei rapporti aziendali (contratti, convenzioni, accordi, ….)

 

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10/11/2016

NOVITÀ FISCALI IN PILLOLE

IL DECRETO FISCALE Il Governo, con il D.L. 22 ottobre 2016 n. 193, […]continua

 

28/10/2016

DECRETO CORRETTIVO DEL JOBS ACT: COSA CAMBIA PER I DATORI DI LAVORO?

Il Decreto Legislativo n. 185/2016, entrato in vigore l’8 ottobre 2016, ha apportato […]continua

 

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Rimborsi Iva e visto di conformità: la polizza non deve coprire il credito

Con la Risoluzione n.112 del 06.12.2016 l'Agenzia delle Entrate ha fornito consulenza giuridica in merito ad un rimborso IVA con visto di conformità garantito da polizza assicurativa con massimale inferiore alla somma chiesta a rimborso.
In particolare, il quesito dell'Ufficio Territoriale riguardava un caso in cui era stata presentata istanza di rimborso per un ammontare di Euro 5.583.469,00, con visto di conformità di un professionista garantito da polizza assicurativa con massimale pari ad Euro 3.000.000.
L'Agenzia delle Entrate ha chiarito è stato eliminato l'obbligo generalizzato di prestare la garanzia, che resta, in caso di crediti chiesti a rimborso di importo superiore a 30.000 euro, quando si verificano le situazioni di rischio elencate all'articolo 38-bis del DPR 633/72.

La presenza della garanzia assicura all’Erario la possibilità di recuperare il credito rimborsato, qualora se ne ravvisi successivamente la non spettanza. Come già anticipato, al di fuori dei casi di cui sopra, i crediti superiori a 30.000,00 euro possono essere rimborsati - al verificarsi dei requisiti soggettivi attestati mediante dichiarazione sostitutiva di atto notorio - previa presentazione della relativa dichiarazione o istanza recante il visto di conformità.
Come chiarito con Circolare n. 7/E 2015, “la polizza assicurativa della responsabilità civile per i danni causati nel fornire assistenza deve garantire la totale copertura degli eventuali danni subiti dal contribuente, dallo Stato o altro ente impositore (nel caso di dichiarazione  modello 730), non includendo franchigie o scoperti, e prevedere il risarcimento nei cinque anni successivi alla scadenza del contratto”.
Trattasi, quindi, di una responsabilità civilistica nei confronti del cliente e del terzo creditore, mentre la garanzia disposta dall’articolo 38-bis in commento è volta ad assicurare all’Erario la possibilità di recuperare il credito fiscale rimborsato, qualora se ne ravvisi successivamente la non spettanza.
Ciò posto, nel caso specifico il visto di conformità non può considerarsi privo di efficacia con la conseguenza che, non si po’ obbligare il contribuente a prestare garanzia per ottenere il credito chiesto a rimborso - né totale né parziale – salvo che lo stesso non si trovi in uno dei casi di cui al comma 4 dell’articolo 38-bis.

Fonte: Fisco e Tasse
Notizia del: 07/12/2016
Contributi previdenziali Ragionieri: causali contributo per il pagamento con F24

A seguito della convenzione del 16 novembre 2016 (vedi "Contributi previdenziali Ragionieri: dal 2017 versamento anche con F24") stipulata tra l’Agenzia delle entrate e la CNPR, che ha regolato il servizio di riscossione mediante il modello F24 dei contributi previdenziali e assistenziali dovuti dagli iscritti al suddetto Ente, l'Agenzia delle Entrate con Risoluzione del 5 dicembre 2016 n. 111/E ha istituito otto nuove causali contributo e un codice ente ad hoc per consentire anche agli iscritti alla Cassa nazionale di previdenza e assistenza a favore dei ragionieri e periti commerciali (Cnpr) di accedere al sistema dei versamenti unitari per l’assolvimento dei propri obblighi contributivi, con eventuale compensazione di crediti tributari.

Per consentire quindi il versamento dei contributi tramite il modello F24, secondo le indicazioni fornite dalla CNPR, si sono istituite le seguenti causali contributo:

  • “E075” denominato “CNPR - Contributi anno corrente”;
  • “E076” denominato “CNPR - Contributi anni precedenti”;
  • “E077” denominato “CNPR - Sanzioni, interessi e spese legali anno corrente”;
  • “E078” denominato “CNPR - Sanzioni, interessi e spese legali anni precedenti”;
  • “E079” denominato “CNPR - Contributi da ricongiunzione”;
  • “E080” denominato “CNPR - Contributi da riscatto” ;
  • “E081” denominato “CNPR - Contributi volontari”;
  • “E082” denominato “CNPR - Rateazione”.

In sede di compilazione del modello F24, le suddette causali contributo sono esposte nella sezione “Altri enti previdenziali e assicurativi” (secondo riquadro) in corrispondenza, esclusivamente, delle somme indicate nella colonna “importi a debito versati”, indicando:

- nel campo “codice ente”, il codice “0010”;
- nel campo “codice sede”, nessun valore;
- nel campo “codice posizione”, nessun valore;
- nel campo “periodo di riferimento da mm/aaaa a mm/aaaa”, il periodo di competenza del contributo da versare, nel formato “MM/AAAA”.

Fonte: Agenzia delle Entrate
Notizia del: 07/12/2016
Notifica atti: legittimo il vecchio indirizzo se il cambio non è comunicato

La disciplina di notifica degli atti tributari si basa su:

  • il criterio del domicilio fiscale
  • l’onere preventivo del contribuente di indicare all’ufficio tributario il proprio domicilio fiscale e di tenere tale ufficio informato delle eventuali variazioni

Per tale motivazione, la Corte di Cassazione ( sentenza 23509 del 18 novembre 2016) ha rigettato il ricorso di un contribuente che sosteneva l’illegittimità di un atto notificato al suo precedente indirizzo, trasferimento non comunicato tempestivamente all’amministrazione finanziaria-


La controversia

Un contribuente aveva presentato ricorso in CTP per due avvisi di accertamento relativi a recupero Irpef per gli anni d’imposta 1999 e 2000.
Detti avvisi erano nel frattempo diventati definitivi perché, a suo tempo, non furono contestati, in quanto – a detta dell’interessato – mai ricevuti.
La Ctp aveva accolto il ricorso del contribuente, in quanto l’ufficio non aveva provato la rituale notifica degli atti propedeutici.

L’Agenzia delle Entrate è ricorsa in CTR, la quale accogliendo il gravame, aveva dichiarato l’infondatezza della eccezione di nullità della notifica degli atti impugnati. Il giudice aveva infatti evidenziato come l’ufficio regolarmente documentato il tentativo di notifica, attraverso i messi comunali, nel luogo di residenza anagrafica del contribuente, mentre questi non aveva comunicato all’ufficio il trasferimento del proprio domicilio fiscale.

Il contribuente aveva presentato ricorso in Cassazione.

La sentenza

I giudici di legittimità hanno ribadito il principio di diritto per  cui “la disciplina delle notificazioni degli atti tributari si fonda sul criterio del domicilio fiscale e sull’onere preventivo del contribuente di indicare all’ufficio tributario il proprio domicilio fiscale e di tenere detto ufficio costantemente informato delle eventuali variazioni, sicché il mancato adempimento, originario o successivo, di tale onere di comunicazione legittima l’ufficio procedente a eseguire le notifiche comunque nel domicilio fiscale per ultimo noto, eventualmente nella forma semplificata di cui all’articolo 60, Dpr 600/1973. Tuttavia, essendo tale disciplina posta a garanzia dell’Amministrazione finanziaria, cui non può essere addossato l’onere di ricercare il contribuente fuori del suo domicilio, la sua inosservanza non comporta, in ogni caso, l’illegittimità del procedimento notificatorio quando venga seguita una procedura più garantista per il contribuente”.

 

Fonte: Fisco Oggi
Notizia del: 07/12/2016
Legge di stabilità 2017: la manovra è legge in tempi record

Via libera definitivo del Senato alla legge di Bilancio 2017, approvata senza modifiche rispetto al testo uscito dalla Camera nel primo pomeriggio di oggi 7 dicembre 2016 (scarica qui in testo finale A.S. N. 2611).

Il Senato ha approvato in via definitiva il testo della Legge di Bilancio 2017, con 173 voti favorevoli e 108 contrari. Archiviata la pratica, nel tardo pomeriggio il presidente del Consiglio Matteo Renzi è atteso al Quirinale per ufficializzare al capo dello Stato Sergio Mattarella le sue dimissioni da premier. «Sono stati mille giorni straordinari, grazie a tutti e viva l'Italia», scrive Renzi su Facebook, soddisfatto per l’ultima manovra del governo Renzi I che considera «un'ottima legge».

L'articolo 1 del testo, composto di 638 commi e contenente la manovra è stato approvato con il voto di fiducia (173 sì, 108 no). Gli altri articoli contengono le disposizioni dei ministeri con la parte tabellare fino all'articolo 18 (l'articolo 19 riguarda l'entrata in vigore). Complessivamente l'esame da parte di Palazzo Madama è durato poco più di 24 ore, con i lavori della commissione Bilancio che sono iniziati ieri alle 11 e terminati alle 23 senza il mandato al relatore e un'unica seduta dell'Aula iniziata stamattina alle 9.30.

Fonte: Il Sole 24 Ore
Notizia del: 07/12/2016
F24 on-line: aggiornato l'elenco delle banche convenzionate

L’Agenzia delle Entrate, martedì 6 dicembre 2016, ha reso noto l’elenco aggiornato delle banche che hanno aderito al sistema di pagamento del modello F24 via internet.

Si ricorda che il modello F24 deve essere utilizzato da tutti i contribuenti, titolari e non titolari di partita Iva, per il versamento di tributi, contributi,premi. Il modello permette al contribuente di effettuare con un’unica operazione il pagamento delle somme dovute, compensando il versamento con eventuali crediti. 

I contribuenti titolari di partita Iva hanno l’obbligo di utilizzare, anche tramite intermediari (professionisti, associazioni di categoria, Caf, ecc.), modalità telematiche di pagamento

I versamenti telematici si considerano effettuati solo nel caso in cui il saldo da pagare sia stato addebitato sul conto corrente bancario o postale indicato nel file trasmesso. Questo avviene se, alla data di esecuzione del versamento,

  • il conto risulta aperto
  • presenta disponibilità finanziarie sufficienti per addebitare l'intero saldo dovuto
  • l’intestatario del conto medesimo, individuato attraverso il codice fiscale, corrisponde al soggetto indicato come tale nel file inviato.

L’elaborazione delle operazioni avviene con procedure automatizzate e - nel caso in cui anche una sola delle condizioni non risulti soddisfatta - l’istituto presso il quale è aperto il conto non procederà con l’addebito e, quindi, il versamento non sarà considerato validamente effettuato.
 

L'elenco completo di tutte le banche convenzionate disponibile sul sito internet dell'Agenzia delle Entrate www.agenziaentrate.gov.it. Le banche sono in elenco sono ordinate in due modalità differente, pertanto è possibile individuarle:

  • sia per denominazione;
  • sia per ABI. 

 

Fonte: Fisco e Tasse
Notizia del: 06/12/2016