CST Consulting

Studio associato di consulenza del lavoro, fiscale e societaria

Lo Studio CST Consulting Professionisti Associati fornisce servizi integrati per la consulenza fiscale, societaria e del lavoro.
Opera a Bologna e provincia dal 1996 e affianca piccole e medie imprese, di differenti settori, dalla delicata fase di start-up aziendale a quella, altrettanto importante, di controllo di gestione e analisi di bilancio. A completare il servizio l’amministrazione del personale e l’elaborazione delle buste paghe e dei contributi.
Lo Studio CST Consulting è il partner operativo e strategico ideale per far nascere, crescere e prosperare la vostra impresa.

Servizi offerti

Consulenza fiscale e societaria

  • Valutazioni di aziende e progetti imprenditoriali.
  • Ristrutturazioni societarie, trasformazioni e fusioni.
  • Piani di risanamento aziendale.
  • Analisi di bilancio e controllo gestione
  • Tenutà contabilità, dichiarazioni fiscali e adempimento telematici
  • CAAF 730
  • Contenzioso tributario.

 

Consulenza del lavoro

  • Amministrazione del personale.
  • Gestione del rapporto di lavoro negli aspetti fiscali, economici, giuridici, assicurativi, previdenziali, …
  • Elaborazione delle buste paga e dei contributi.
  • Assistenza e rappresentanza dell’azienda in conciliazioni e arbitrati.
  • Assistenza e rappresentanza in sede di contenzioso con Istituti Previdenziali, Assicurativi e Ispettivi del Lavoro.
  • Consulenza e assistenza nelle relazioni e nei rapporti aziendali (contratti, convenzioni, accordi, ….)

 

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AGENZIA ENTRATE – NUOVI ADEMPIMENTI PERIODICI

Una tabella di marcia impegnativa quella che ci attende per il 2017. Lo […]continua

 

10/01/2017

Novità fiscali 2017 per gli Enti non Commerciali

Il nuovo anno si è aperto con una serie di novità importanti, di […]continua

 

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Costi troppo alti e reddito troppo basso: rischio accertamento

Se a fronte di una richiesta di documentazione con invito o questionario non si risponde l’Amministrazione può procedere ad accertamento induttivo sulla base di dati e notizie comunque raccolti, come l’esistenza di costi sproporzionati rispetto al reddito dichiarato. È questo il principio che si può ricavare dall’ordinanza n. 26078 del 16 dicembre 2016 della Cassazione.

La vicenda processuale
Un contribuente riceveva due avvisi di accertamento, con i quali l’Agenzia delle Entrate ricostruiva il reddito in via induttiva partendo dal dato dei costi, considerati sproporzionati rispetto ai redditi dichiarati.
Il ricorso proposto dal contribuente veniva accolto sia in primo grado sia in appello in quanto secondo la Ctr della Lombardia, gli elementi addotti dall’ufficio non erano sufficienti a giustificare la rettifica del reddito dichiarato.
Ricorre per Cassazione l'Amministrazione denunciando tra l’altro, violazione dell’articolo 39 del Dpr 600/1973, per avere la Ctr “penalizzato” l’ufficio, pur in presenza di una metodologia di accertamento di tipo induttivo che avrebbe dovuto determinare l’inversione dell’onere probatorio a carico del contribuente.

La pronuncia della Cassazione
La suprema Corte ha considerato fondato il motivo di ricorso, cassando con rinvio la sentenza impugnata. Secondo i giudici, “il recupero dell'IVA e degli altri tributi è dipeso dalla mancata dimostrazione dei costi contestati dall'Ufficio al contribuente come esorbitanti”, ai sensi dell’articolo 39, comma 2 lettera d-bis), che legittima l’utilizzo della metodologia induttiva nel caso di omessa risposta a un questionario o a un invito a fornire documenti.


Si ricorda che il legislatore ha individuato tassativamente i presupposti in presenza dei quali può essere utilizzato l'accertamento induttivo:

  • omessa indicazione del reddito d’impresa nella dichiarazione dei redditi
  • mancanza di una o più scritture contabili obbligatorie o di loro inattendibilità a causa di gravi omissioni o false indicazioni
  • rifiuto di compilazione e restituzione di un questionario o di un invito a esibire documenti
  • omessa presentazione dei modelli per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi di settore o di indicazione di cause di esclusione o di inapplicabilità non sussistenti.

Analoghe le disposizioni dell’articolo 41 dello stesso Dpr e dall’articolo 55 del Dpr 633/1972 in caso di omessa presentazione della dichiarazione, o di dichiarazione nulla, ai fini delle imposte dirette e dell’Iva.

Fonte: Fisco Oggi
Notizia del: 20/01/2017
F24 on-line: aggiornato l'elenco delle banche convenzionate

L’Agenzia delle Entrate, venerdì 20 gennaio 2016, ha pubblicato l’elenco aggiornato delle banche che hanno aderito al sistema di pagamento del modello F24 via internet.

Si ricorda che il modello F24 deve essere utilizzato da tutti i contribuenti, titolari e non titolari di partita Iva, per il versamento di tributi, contributi,premi. Il modello permette al contribuente di effettuare con un’unica operazione il pagamento delle somme dovute, compensando il versamento con eventuali crediti. 

I contribuenti titolari di partita Iva hanno l’obbligo di utilizzare, anche tramite intermediari (professionisti, associazioni di categoria, Caf, ecc.), modalità telematiche di pagamento

I versamenti telematici si considerano effettuati solo nel caso in cui il saldo da pagare sia stato addebitato sul conto corrente bancario o postale indicato nel file trasmesso. Questo avviene se, alla data di esecuzione del versamento,

  • il conto risulta aperto
  • presenta disponibilità finanziarie sufficienti per addebitare l'intero saldo dovuto
  • l’intestatario del conto medesimo, individuato attraverso il codice fiscale, corrisponde al soggetto indicato come tale nel file inviato.

L’elaborazione delle operazioni avviene con procedure automatizzate e - nel caso in cui anche una sola delle condizioni non risulti soddisfatta - l’istituto presso il quale è aperto il conto non procederà con l’addebito e, quindi, il versamento non sarà considerato validamente effettuato.
 

L'elenco completo di tutte le banche convenzionate disponibile sul sito internet dell'Agenzia delle Entrate www.agenziaentrate.gov.it. Le banche sono in elenco sono ordinate in due modalità differente, pertanto è possibile individuarle:

  • sia per denominazione;
  • sia per ABI. 
Fonte: Fisco e Tasse
Notizia del: 20/01/2017
Dichiarazione di successione: da lunedì si presenterà con il software online

Da lunedì 23 gennaio 2017 i contribuenti potranno presentare la dichiarazione di successione e la domanda di volture catastali direttamente online, grazie ai servizi telematici delle Entrate. Per farlo è necessario:

  • utilizzare l’applicativo disponibile sul sito internet dell’Agenzia,
  • installare sulla propria postazione di lavoro il software di compilazione (in modalità stand alone) SuccessioniOnLine,
  • compilare il file,
  • allegare i documenti,
  • salvare,
  • accedere ai servizi telematici ed inviare.

Grazie a questa novità, sarà possibile visualizzare la dichiarazione presentata non solo sul cassetto fiscale del dichiarante, ma anche in quello dei coeredi e dei chiamati. Il nuovo modello di successione e domanda di volture catastali, approvato con un Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 27 dicembre 2016 (qui allegato) sarà opzionale fino al 31 dicembre 2017 e obbligatorio dal 1° gennaio 2018.
In particolare, grazie al nuovo modello è possibile effettuare le volture catastali in modo automatico, senza necessità di ulteriori adempimenti, e rendere le dichiarazioni sostitutive di atto notorio mediante la compilazione di specifici quadri del modello, invece di allegare ciascun documento. Inoltre il software consente di effettuare il calcolo automatico delle somme da versare in autoliquidazione, dovute per le formalità ipocatastali, e pagare le somme dovute mediante addebito sul conto corrente. Tra i punti di forza di questo nuovo processo vi è anche la funzione, a disposizione degli uffici territoriali dell’Agenzia, di visualizzare le dichiarazioni di successione inviate telematicamente da tutti contribuenti, e quindi la possibilità per i contribuenti di richiedere le copie conformi della dichiarazione presso qualsiasi ufficio dell’Agenzia.

Attenzione: La nuova modalità di presentazione della dichiarazione di successione e domanda di volture catastali sarà utilizzabile a partire dal 23 gennaio 2017 ma fino al 31 dicembre 2017, in alternativa all’utilizzo del modello SuccessioniOnLine, è possibile continuare a presentare presso l’ufficio competente dell’Agenzia la dichiarazione di successione utilizzando il vecchio modello in formato cartaceo.

Fonte: Agenzia delle Entrate
Notizia del: 20/01/2017
Nuovi codici tributo F24 dal 2017

Con le risoluzioni n. 6 e n.7 del 19.01.2017 (allegate a questo articolo) sono stati soppressi i codici tributo 8120 e 3895 a credito. In particolare:

  • Soppressione del codice tributo 8120, per il versamento della sanzione per omessa presentazione della dichiarazione di cessazione di attività. L’articolo 7-quater del DL 193/2016, convertito, con modificazioni, dalla legge 1° dicembre 2016, n. 225, al comma 44 ha previsto che “L’Agenzia delle entrate procede d’ufficio alla chiusura delle partite IVA dei soggetti che, sulla base dei dati e degli elementi in suo possesso, risultano non aver esercitato nelle tre annualità precedenti attività d’impresa ovvero artistiche e professionali. Sono fatti salvi i poteri di controllo e accertamento dell’amministrazione finanziaria (….)”. Il medesimo articolo 7-quater  al comma 45  non prevede l’applicazione della sanzione per la mancata presentazione della dichiarazione di cessazione attività ai fini IVA. Ciò premesso, essendo cessati i presupposti normativi che ne legittimano l’utilizzo, è soppresso, a partire dal 1° febbraio 2017, il codice tributo 8120.
  • Chiusura a credito del codice tributo “3895” denominato “Credito d’imposta per nuovi investimenti produttivi nella Regione Campania, ai sensi dell’art. 3, legge regionale n. 12/2007”, per consentire l’utilizzo in compensazione del credito d’imposta in argomento. Tanto premesso, il 20.12.2016, la Regione Campania ha richiesto di disattivare l’utilizzo “a credito” del citato codice tributo “3895” a decorrere dal 1° febbraio 2017. A partire da tale data il codice tributo “3895” sarà operativo limitatamente alla modalità di utilizzo “a debito”.

In generale, deve essere prestata particolare attenzione nella redazione degli F24 nel 2017 in quanto la risoluzione n. 13 del 17 marzo 2016 aveva previsto la soppressione di molti codici a partire da domenica 1° gennaio 2017. Con tale risoluzione l'Agenzia delle Entrate in un'ottica di semplificazione degli adempimenti posti a carico dei sostituti d'imposta, in riferimento ai versamenti aveva modificato alcuni codici tributo:

  • delle ritenute operate ai sensi degli articoli 23, 25-bis, 29 del D.p.R 600/73
  • delle somme trattenute ai sensi dell’art. 50 del DLgs. 446/1997.

In particolare, sono stati soppressi  alcuni codici tributo che sono stati accorpati in altri codici. Il tutto è riportato nella tabella sottostante: 

Codici tributo da utilizzare fino al 31/12/2016

Descrizione codici tributo

Codici tributo da utilizzare dal 1°/1/2017
Descrizione codici tributo
1004
Ritenute sui redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente  
1001

Ritenute su retribuzioni, pensioni, trasferte, mensilità aggiuntive e relativo conguaglio

1013

Ritenute su conguaglio effettuato nei primi 2 mesi dell'anno successivo 

1033

Addizionale operata dal sostituto d'imposta su compensi erogati a titolo di bonus e stock options - art. 33, c2 del D.L 78/2010

1685

Ritenute du retribuzioni riallineamento pagamento rateale

1686

Ritenute su retribuzioni riallineamento unica soluzione 

1059

Addizionale operata dal sostituto d'imposta su compensi erogati a titolo di bonus e stock options versata in Sicilia, Sardegna e Valle d'Aosta e maturati fuori dalle predette reg. -art.33, c. 2 DL 78/2010

1301

Retribuzioni pensioni, trasferte, mensilità aggiuntive e conguagli Sicilia, Sardegna, Valle d'Aosta impianti fuori regione

1693

Ritenute su retribuzioni corrisposte da sostituti d'imposta con domicilio fiscale in Sicilia, Sardegna o Valle d'Aosta ma di competenza esclusiva dell'erario- riallineamento pagamento rateale

1301

Retribuzioni pensioni, trasferte, mensilità aggiuntive e conguagli Sicilia, Sardegna, Valle d'Aosta impianti fuori regione

1694

Ritenute su retribuzioni corrisposte da sostituti d'imposta con domicilio fiscale in Sicilia, Sardegna o Valle d'Aosta ma di competenza esclusiva dell'erario- riallineamento unica soluzione

1054

Addizionale operata dal sostituto d'imposta su compensi erogati a titolo di bonus e stock options maturati in Sicilia e versata fuori regione. -art.33, c. 2 DL 78/2010

1601

Retribuzioni pensioni, trasferte, mensilità aggiuntive e relativo conguaglio impianti in Sicilia

1613

Ritenute su conguaglio effettuato nei primi 2 mesi dell'anno successivo impianti in Sicilia 

1687

Ritenute su retribuzioni di competenza della regione Sicilia- riallineamento pagamento rateale 

1688

Ritenute su retribuzioni di compet.d.Regione Sicilia Riall.U.Soluz

1055

Addizionale operata dal sostituto d'imposta su compensi erogati a titolo di bonus e stock options maturati in Sardegna e versata fuori regione. -art.33, c. 2 DL 78/2010

1901

Retribuzioni pensioni, trasferte, mensilità aggiuntive e conguaglio impianti in Sardegna

1689

Ritenute su retribuzioni di competenza della regione Sardegna riallineamento pagamento rateale

1690

Ritenute su retribuzioni di competenza della regione Sardegna riallineamento unica soluzione 

1913

Ritenute su conguaglio effettuato nei primi 2 mesi dell'anno successivo impianti in Sardegna

1056

 Addizionale operata dal sostituto d'imposta su compensi erogati a titolo di bonus e stock options maturati in Valle d'Aosta e versata fuori regione. -art.33, c. 2 DL 78/2010

1920

Retribuzioni pensioni, trasferte, mensilità aggiuntive e relativo conguaglio impianti in Valle d'Aosta

1691

Ritenute su retribuzioni di competenza della regione Valle d'Aosta riallineamento pagamento rateale

1692

Ritenute su retribuzioni di competenza della regione Valle d'Aosta riallineamento unica soluzione

1920

Retribuzioni pensioni, trasferte, mensilità aggiuntive e relativo conguaglio impianti in Valle d'Aosta

1916

Ritenute su conguaglio effettuato nei primi 2 mesi dell'anno successivo impianti in Valle d'Aosta

1038

Ritenute su provvigioni per rapporti di commissione di agenzia di mediazione e di rappresentanza 

1040

Ritenute su redditi di lavoro autonomo compensi per l'esercizio di arti e professioni

3815

Addizionale regionale all'IRPEF sostituto d'imposta trattenuta di importo minimo 

3802

Addizionale regionale all'imposta sul reddito delle persone fisiche sostituti d'imposta

111E

Ritenute su conguaglio effettuato nei primi 2 mesi dell'anno successivo

100E

Ritenute su redditi di lavoro dipendente e assimilati

122E

Ritenute su conguaglio effettuato nei primi 2 mesi dell'anno successivo impianto in Valle d'Aosta

192E

Ritenute operate su trattamenti pensionistici e redditi da lavoro dipendente ed assimilati maturate in Valle d'Aosta e versate fuori dalla regione stessa

 

Fonte: Fisco e Tasse
Notizia del: 20/01/2017
Accertamenti bancari 2017: stop presunzione legale su accrediti professionisti

Il decreto fiscale 193/2016 collegato alla Legge di Stabilità 2017, all’interno del pacchetto semplificazioni, ha previsto l’abolizione della presunzione legale che gli accrediti sui conti bancari non giustificati dei professionisti siano compensi evasi e l’applicazione della presunzione legale relativa ai prelevamenti delle imprese ai soli importi superiori a 1.000 euro giornalieri e 5.000 euro mensili, avente lo scopo di arginare il “fenomeno del nero” e dell’evasione fiscale. 

Attenzione: il decreto fiscale 193/2016 non ha modificato la disciplina dei versamenti pertanto si ritiene che tanto per i professionisti quanto per le imprese, sia ancora vigente la disciplina in base alla quale se ingiustificati, i versamenti costituiscono reddito.

La presunzione sui prelevamenti è ancora vigente per le imprese, solo per i prelievi che superano gli importi sopra indicati, ma la sua applicazione risulta problematica, in quanto trasforma costi in ricavi senza consentire il riconoscimento dei primi (tranne che in sede di accertamento induttivo) e costringe i contribuenti a fornire la prova della destinazione di somme solitamente relative a un gran numero di operazioni. Si ritiene comunque possibile fornire la prova contraria dimostrando la loro coerenza con il tenore di vita rapportato al volume d'affari dichiarato (circolare 32/E/2006).

Fonte: Fisco e Tasse
Notizia del: 20/01/2017