CST Consulting

Studio associato di consulenza del lavoro, fiscale e societaria

Lo Studio CST Consulting Professionisti Associati fornisce servizi integrati per la consulenza fiscale, societaria e del lavoro.
Opera a Bologna e provincia dal 1996 e affianca piccole e medie imprese, di differenti settori, dalla delicata fase di start-up aziendale a quella, altrettanto importante, di controllo di gestione e analisi di bilancio. A completare il servizio l’amministrazione del personale e l’elaborazione delle buste paghe e dei contributi.
Lo Studio CST Consulting è il partner operativo e strategico ideale per far nascere, crescere e prosperare la vostra impresa.

Servizi offerti

Consulenza fiscale e societaria

  • Valutazioni di aziende e progetti imprenditoriali.
  • Ristrutturazioni societarie, trasformazioni e fusioni.
  • Piani di risanamento aziendale.
  • Analisi di bilancio e controllo gestione
  • Tenutà contabilità, dichiarazioni fiscali e adempimento telematici
  • CAAF 730
  • Contenzioso tributario.

 

Consulenza del lavoro

  • Amministrazione del personale.
  • Gestione del rapporto di lavoro negli aspetti fiscali, economici, giuridici, assicurativi, previdenziali, …
  • Elaborazione delle buste paga e dei contributi.
  • Assistenza e rappresentanza dell’azienda in conciliazioni e arbitrati.
  • Assistenza e rappresentanza in sede di contenzioso con Istituti Previdenziali, Assicurativi e Ispettivi del Lavoro.
  • Consulenza e assistenza nelle relazioni e nei rapporti aziendali (contratti, convenzioni, accordi, ….)

 

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Il nuovo anno si è aperto con una serie di novità importanti, di […]continua

 

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Credito d’imposta per spese di videosorveglianza, allarme e vigilanza 2017

Da lunedì 20 febbraio e fino al 20 marzo 2017, i contribuenti che hanno sostenuto spese per sistemi di videosorveglianza digitale, sistemi di allarme e di vigilanza potranno inviare le domande di accesso al credito d’imposta introdotto dalla Legge di Stabilità 2016. 

Da ieri, è disponibile, sul sito dell’Agenzia delle Entrate, “Comunicazione VDS”, l’applicazione informatica per la compilazione e trasmissione dell’istanza di attribuzione del credito d’imposta relativo alle spese sostenute nel 2016, riguardanti l’installazione di sistemi di videosorveglianza digitali o di allarme oltre che per contratti stipulati con istituti di vigilanza. La tecnologia utilizzata dal software consente l’attivazione delle applicazioni direttamente dal web, modalità che evita il problema dell’installazione e garantisce il costante aggiornamento del programma.

Sul credito d'imposta per le spese di vigilanza, il 14 febbraio è stato pubblicato un provvedimento dell'Agenzia delle Entrate con le istruzioni (qui allegato). In particolare, per poter fruire dell’agevolazione è sufficiente collegarsi al sito dell’Agenzia e inviare la richiesta con il software “Creditovideosorverglianza”  

  • autonomamente
  • tramite intermediario.

Nella domanda vanno indicati il codice fiscale del beneficiario e del fornitore del bene o servizio, nonché numero, data e importo delle fatture relative ai beni e servizi acquisiti, comprensivo dell’imposta sul valore aggiunto. Occorre inoltre specificare se la fattura è relativa ad un immobile adibito promiscuamente all’esercizio d’impresa o di lavoro autonomo e all’uso personale o familiare del contribuente. In questo caso il credito d’imposta spetterà nella misura del 50%. 

Si ricorda che l’agevolazione, istituita con la legge di Stabilità 2016, prevede il riconoscimento di un credito d’imposta alle persone fisiche che nel corso del 2016 abbiano sostenuto spese per l’installazione di sistemi di videosorveglianza digitale o di sistemi di allarme, nonché per le spese connesse ai contratti stipulati con istituti di vigilanza dirette alla prevenzione di attività criminali. Le spese devono riguardare immobili non utilizzati nell’attività d’impresa o di lavoro autonomo e, in caso di uso promiscuo, il credito spetta nella misura del 50%.
Il beneficiario può utilizzare il credito d’imposta maturato in compensazione ai sensi dell’art. 17 del D.lgs. n. 241/1997, presentando il modello F24 esclusivamente tramite i servizi telematici dell’Agenzia delle entrate. Le persone fisiche non titolari di reddito d’impresa o di lavoro autonomo possono utilizzare il credito spettante anche in diminuzione delle imposte dovute in base alla dichiarazione dei redditi.
Ancora incerta la misura percentuale del credito, che sarà resa nota con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate da emanarsi entro il 31 marzo 2017, risultante dal rapporto tra l’ammontare delle risorse stanziate e il credito d’imposta complessivamente richiesto.

Fonte: Fisco e Tasse
Notizia del: 22/02/2017
Reti di impresa e e-commerce agroalimentare: al via le domande

Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali con un comunicato stampa del 17 febbraio 2017 ha reso noto che dal 20 al 28 febbraio 2017 sarà possibile presentare le domande per l'attribuzione del credito di imposta per gli investimenti delle reti di imprese agricole e agroalimentari e per il commercio elettronico di prodotti agroalimentari. Per quanto riguarda gli investimenti delle reti di imprese, il credito d'imposta, fino a 400 mila euro per impresa, è fissato al 40% dell'importo degli investimenti realizzati per lo sviluppo di nuovi prodotti, pratiche, processi, nuove tecnologie e per la cooperazione di filiera.

CHI PUÒ PRESENTARE LA DOMANDA
La domanda per le spese agevolabili del 2016 può essere presentata dalle imprese aderenti ad un contratto di rete già costituito al momento della presentazione della domanda. La finalità di incentivare la creazione di nuove reti di imprese è assicurata dall'inclusione tra gli investimenti ammissibili delle spese sostenute per la costituzione della rete e per la redazione del programma di rete e sviluppo del progetto. La domanda deve essere inoltrata dall'impresa capofila e sottoscritta da tutte quelle partecipanti.

QUALI DOCUMENTI ALLEGARE
Insieme alla domanda, bisogna allegare l'attestazione nella quale si dichiara l'effettività del sostenimento delle spese e la loro destinazione per la realizzazione del programma comune di rete; copia del contratto di rete in essere. Tutti i documenti richiesti devono essere redatti su modelli predisposti dal Mipaaf e disponibili sul sito www.politicheagricole.it.

SPESE AGEVOLABILI
I pagamenti delle forniture devono essere stati effettuati esclusivamente attraverso bonifico bancario o altri strumenti di pagamento tracciabili, apponendo sulla fattura la dicitura «spesa di euro tot dichiarata ai fini della concessione del credito d'imposta previsto a valere sul Dm 13 gennaio 2015, n. 272». Le spese agevolabili riguardano i costi per l'acquisto, la costruzione o il miglioramento dei beni immobili e l'acquisto di beni strumentali mobili, come ad esempio attrezzature e strumentazioni necessari per lo sviluppo di nuovi prodotti, pratiche, processi e tecnologie, e per la cooperazione di filiera, ma anche le spese professionali relative alla costituzione della rete, quelle per software e hardware funzionali al progetto di rete, i costi di promozione, comunicazione e pubblicità, i costi di ricerca e sviluppo e quelli per beni immateriali (marchi, brevetti, licenze, diritti) e i costi per la formazione. Per quanto riguarda invece il commercio elettronico di prodotti agroalimentari, il credito d'imposta, fino 50 mila euro, è fissato al 40% dell'importo degli investimenti realizzati per l'avvio e lo sviluppo dell'e-commerce.

CHI PUÒ PRESENTARE LA DOMANDA
La domanda per le spese agevolabili del 2016 può essere presentata dalle imprese, anche costituite in cooperative o riunite in consorzi, che producono prodotti agricoli, agroalimentari, della pesca e dell'acquacoltura.

QUALI DOCUMENTI ALLEGARE
Nella domanda è necessario specificare il codice dell'attività prevalente dichiarata dall'impresa ai fini IVA, il tipo di impresa, il costo complessivo degli investimenti e l'ammontare delle singole spese ammissibili, l'effettività delle spese sostenute e della destinazione, nonché il credito di imposta spettante. Tutti i documenti richiesti devono essere redatti su modelli predisposti dal Mipaaf e disponibili sul sito www.politicheagricole.it.

SPESE AGEVOLABILI
Sono agevolabili tutte le spese sostenute per la realizzazione e l'ampliamento di infrastrutture informatiche finalizzate all'avvio e allo sviluppo del commercio elettronico. In particolare: dotazioni tecnologiche, software, progettazione e implementazione, sviluppo di database e sistemi di sicurezza. I pagamenti devono essere stati effettuati esclusivamente attraverso bonifico bancario o altri strumenti di pagamento tracciabili, apponendo sulla fattura la dicitura «spesa di euro tot dichiarata ai fini della concessione del credito d'imposta previsto a valere sul Dm 13 gennaio 2015, n. 272».

Fonte: Ministero delle Politiche Agricole alimentari e forestali
Notizia del: 22/02/2017
Intra-2 entro il 27 febbraio 2017: niente sanzioni per chi ritarda

Nessuna sanzione per invia i modelli Intrastat dopo il 27 febbraio 2017 (il 25 febbraio cade di sabato). È quanto è emerso ieri durante l’incontro sulla legge di stabilità 2017 organizzato dall’Ordine dei commercialisti di Milano in collaborazione con la Cassa di previdenza dei ragionieri, a cui erano presenti, il viceministro dell’Economia, Luigi Casero e il direttore dell’agenzia delle Entrate, Rossella Orlandi.
Com’è noto la comunicazione intrastat nel 2017 è stata revocata e reintrodotta. In particolare, il D.L. 193/2016 , decreto fiscale collegato alle stabilità 2017, aveva previsto la soppressione di  tale adempimento dal 1° gennaio 2017 in quanto non sarebbe stato più necessario presentare gli INTRASTAT per gli acquisti intracomunitari di beni e le prestazioni di servizi ricevute da soggetti Ue.

Tuttavia, giovedì 16 febbraio è stato approvato in senato il cd. Decreto milleproroghe 2017 (DDL di conversione del D.L. 244/2016) che ha recepito il maxiemendamento presentato dal Governo che prevede che la soppressione degli INTRA sia rimandata di un anno.
In occasione del convegno di Milano, il direttore Rossella Orlandi ha chiarito che «L’agenzia delle Entrate ha dato un’interpretazione d’urgenza sui modelli Intra con i colleghi dell’agenzia delle Dogane come segno di attenzione verso i contribuenti. Se la norma è in ritardo non si erogano sanzioni visto che viene in soccorso il principio generale».

La semplificazione per gli Intrastat, per esigenze statistiche è quindi rimandata al 1° gennaio 2018.

Fonte: Il Sole 24 Ore
Notizia del: 22/02/2017
Comunicazione amministratori di condominio 2017: proroga al 7 marzo

Gli amministratori di condominio possono effettuare l’invio dei dati relativi alle spese di ristrutturazione edilizia e risparmio energetico effettuati sulle parti comuni eccezionalmente, per questo anno, fino al 7 marzo 2017. E' questo il punto centrale del comunicato stampa dell'Agenzia delle Entrate di oggi che riportiamo integralmente:

Queste informazioni, se trasmesse entro questa data, saranno utilizzate per l’elaborazione della dichiarazione precompilata, senza alcun impatto negativo sui contribuenti.
La scelta della nuova data è stata resa necessaria per venire incontro alle esigenze rappresentate dagli amministratori, senza comunque compromettere la tempistica per l’elaborazione della dichiarazione precompilata.

A partire da quest’anno, gli amministratori di condominio devono trasmettere all’Agenzia delle Entrate i dati relativi alle spese di ristrutturazione edilizia e risparmio energetico effettuati sulle parti comuni di edifici residenziali entro il 28 febbraio (decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze del 1° dicembre 2016). Nei giorni scorsi gli amministratori hanno segnalato delle difficoltà nello svolgimento di tutte le attività necessarie per questo adempimento entro il termine previsto dal decreto. Solo per quest’anno, quindi, saranno considerati validi gli invii dei dati effettuati entro il 7 marzo 2017.

Fonte: Agenzia delle Entrate
Notizia del: 22/02/2017
Comunicazione amministratori di condominio 2017: come indicare chi detrae

La comunicazione che gli amministratori di condominio devono inviare all'Agenzia delle Entrate con i dati degli interventi di ristrutturazione edilizia e risparmio energetico effettuati sulle parti comuni è stata prorogata al 7 marzo 2017. Oltre alla mini proroga, tanto attesa dagli amministratori, sono arrivate le risposte alle faq più comuni. In particolare, è stato chiesto all'Agenzia se per individuare il soggetto al quale è attribuita la spesa, da indicare nel campo 17 della comunicazione, l’amministratore di condominio può limitarsi a fare riferimento a quanto comunicatogli dal proprietario dell’appartamento oppure deve tener conto dei soggetti ai quali è intestato il conto bancario/postale utilizzato per il pagamento della quota condominiale.

Nel rispondere, l'Agenzia ha chiarito che l’amministratore di condominio deve comunicare quale soggetto a cui è attribuita la spesa, colui che gli è stato indicato come tale dal proprietario. In assenza di comunicazione da parte del proprietario, l’amministratore indica semplicemente quale soggetto a cui è attribuita la spesa il proprietario medesimo. L’amministratore di condominio, quindi, per la compilazione della comunicazione da inviare all’Agenzia delle entrate, non deve tener conto dell’intestazione del conto bancario/postale utilizzato dal proprietario o da altri per il pagamento della quota condominiale.

Al riguardo, si precisa che nel campo 21 della comunicazione “Flag pagamento” va indicato se il pagamento è stato interamente corrisposto al 31 dicembre dell’anno di riferimento oppure se il pagamento è stato parzialmente o interamente non corrisposto alla medesima data.

Fonte: Fisco e Tasse
Notizia del: 22/02/2017