CST Consulting

Studio associato di consulenza del lavoro, fiscale e societaria

Lo Studio CST Consulting Professionisti Associati fornisce servizi integrati per la consulenza fiscale, societaria e del lavoro.
Opera a Bologna e provincia dal 1996 e affianca piccole e medie imprese, di differenti settori, dalla delicata fase di start-up aziendale a quella, altrettanto importante, di controllo di gestione e analisi di bilancio. A completare il servizio l’amministrazione del personale e l’elaborazione delle buste paghe e dei contributi.
Lo Studio CST Consulting è il partner operativo e strategico ideale per far nascere, crescere e prosperare la vostra impresa.

Servizi offerti

Consulenza fiscale e societaria

  • Valutazioni di aziende e progetti imprenditoriali.
  • Ristrutturazioni societarie, trasformazioni e fusioni.
  • Piani di risanamento aziendale.
  • Analisi di bilancio e controllo gestione
  • Tenutà contabilità, dichiarazioni fiscali e adempimento telematici
  • CAAF 730
  • Contenzioso tributario.

 

Consulenza del lavoro

  • Amministrazione del personale.
  • Gestione del rapporto di lavoro negli aspetti fiscali, economici, giuridici, assicurativi, previdenziali, …
  • Elaborazione delle buste paga e dei contributi.
  • Assistenza e rappresentanza dell’azienda in conciliazioni e arbitrati.
  • Assistenza e rappresentanza in sede di contenzioso con Istituti Previdenziali, Assicurativi e Ispettivi del Lavoro.
  • Consulenza e assistenza nelle relazioni e nei rapporti aziendali (contratti, convenzioni, accordi, ….)

 

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Aboliti i voucher, e in attesa che il legislatore stabilisca una alternativa, si […]continua

 

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Split payment: esteso alle società controllate e ai professionisti

Si estende l’ambito di applicazione del meccanismo della scissione dei pagamenti dell’IVA (c.d. split payment) anche alle operazioni effettuate nei confronti di altri soggetti che, a legislazione vigente, pagano l’imposta ai loro fornitori secondo le regole generali.

In particolare, l’estensione riguarda:

  • tutte le amministrazioni, gli enti ed i soggetti inclusi nel conto consolidato della Pubblica Amministrazione,
  • le società controllate direttamente o indirettamente dallo Stato, di diritto o di fatto,
  • le società controllate di diritto direttamente dagli enti pubblici territoriali,
  • le società quotate inserite nell’indice FTSE MIB della Borsa italiana.

Inoltre, si ricomprendendo anche le operazioni effettuate da fornitori che subiscono l’applicazione delle ritenute alla fonte sui compensi percepiti (liberi professionisti, agenti, intermediari). E' stato infatti abolito il c. 2 dell'art. 17ter del DPR 633/72.

Le modifiche sopra esposte si applicano dalle fatture emesse a partire dal 1° luglio 2017.

Questo quanto contenuto nell'art. 1 del DL 50 pubblicato in Gazzetta il 24 aprile 2017 ed entrato in vigore lo stesso giorno.

Ricordiamo che con il metodo della scissione contabile dei pagamenti dell'Iva, tutti i fornitori della pubblica amministrazione, pur avendo emesso regolare fattura con addebito di Iva, incasseranno solo l’imponibile, in quanto questa sarà versata all'Erario dalla stessa pubblica amministrazione, invece che al fornitore.

Fonte: Governo Italiano
Notizia del: 26/04/2017
Manovrina fiscale 2017: le principali misure fiscali del testo approvato

La manovrina fiscale 2017 è stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 24 aprile 2017, ed è composta da 67 articoli entrati in vigore lo stesso giorno. Le misure contenute nelle manovra erano già stato approvate, nel Consiglio dei ministri dell'11 aprile 2017.

Ecco le principali disposizioni:

  • Split Payment: Si estende l’ambito di applicazione del meccanismo della scissione dei pagamenti dell’IVA (c.d. split payment) anche alle operazioni effettuate nei confronti dei soggetti con ritenuta d'acconto (professionisti, agenti, ..) sia di quelle effettuate nei confronti di tutte le amministrazioni, gli enti ed i soggetti inclusi nel conto consolidato della Pubblica Amministrazione, le società controllate direttamente o indirettamente dallo Stato, di diritto o di fatto, le società controllate di diritto direttamente dagli enti pubblici territoriali, le società quotate inserite nell’indice FTSE MIB della Borsa italiana. 
  • Detrazione IVA: il diritto alla detrazione dell'IVA deve essere esercitato entro la dichiarazione relativa all'anno in cui il diritto alla detrazione è sorto. Si riduce così da 2 anni a 1 il termine entro il quale usufruire della detrazione IVA.
  • Contrasto alle compensazioni fiscali indebite (misure antifrode): Vengono introdotte norme più stringenti volte a contrastare gli indebiti utilizzi in compensazione dei crediti di imposta. Si riduce dagli attuali 15.000 euro a 5.000 euro il limite al di sopra del quale i crediti di imposta possono essere usati in compensazione solo attraverso l’apposizione del visto di conformità del professionista (o sottoscrizione alternativa del revisore legale) sulla dichiarazione da cui emergono. Se le compensazioni sono effettuare senza il visto di conformità o senza la sottoscrizione alternativa, oppure se questi sono stati apposti da soggetti non abilitati, si procede al recupero dei crediti usati in difformità dalle regole, oltre al recupero degli interessi e alla irrogazione di sanzioni.
  • Regime fiscale delle locazioni brevi: A partire dal 1 giugno per i contratti di locazione inferiori a 30 giorni potrà essere applicata su opzione la cedolare secca del 21 %. Obbligo per i portali on line e per gli intermediari di comunicare i dati dei contratti, e nel caso incassino il canone di trattenere il 21% da versare come sostituti di imposta.
  • Rideterminazione base ACE (Aiuto alla Crescita Economica): Si modificano le modalità di determinazione della base di riferimento su cui calcolare il rendimento nozionale ai fini ACE, per la quale si prevede il progressivo abbandono del criterio incrementale su base fissa.
  • Definizione agevolata delle controversie tributarie: Si prevede la possibilità di definire le controversie rientranti nella giurisdizione tributaria in cui è parte l’Agenzia delle entrate, mediante il pagamento degli importi contestati con l’atto impugnato e degli interessi da ritardata iscrizione a ruolo, al netto delle sanzioni e degli interessi di mora (la richiesta di definizione deve essere presentata entro il 30 settembre 2017).
Fonte: Fisco e Tasse
Notizia del: 26/04/2017
Definizione liti fiscali pendenti: quanto costa e come aderire

La Manovra fiscale è stata firmata il 24 aprile 2017 dal Presidente Mattarella dopo quindici giorni dal suo annuncio e pubblicata in Gazzetta lo stesso giorno.

La Manovra tra le altre norme contiene la definizione delle liti pendenti relative alle controversie tributarie, una norma che viene riproposta periodicamente per far cassa e smaltire il contenzioso che spesso ha tempi biblici.

Vediamo di capire quale saranno le modalità e il costo per chiudere le liti pendenti:

Possono essere definiti controversie tributarie al 31 dicembre 2016 con controparte l’Agenzia delle Entrate pendenti in ogni stato e grado del giudizio, compreso quello in Cassazione.

Escluse quindi tutte le controversie che non hanno come controparte l'Agenzia delle Entrate, comprese quindi quelle che hanno come controparte Equitalia e tutti i processi che riguardano l'Iva all'importazione, gli aiuti di stato, dazi e accise.

La definizione avverrà con il pagamento delle imposte dovute piu' gli interessi per ritardata iscrizione a ruolo, senza le sanzioni e gli interessi di mora.

Se la controversia riguarda solo interessi di mora e sanzioni non collegate a tributi, è possibile chiudere pagando il 40% degli importi in contestazione.

Se invece la controversia riguarda solo sanzioni collegate a tributi che risultano definiti, la controversia potrà essere definita a costo zero.

La domanda di definizione dovrà essere presentata entro il 30 settembre separamente per ciascuna controversia.

Il pagamento potrà essere effettuato in tre rate se l’importo dovuto supera i 2000 euro, entro le seguenti scadenze:

40% entro il 30 settembre 2017

40% entro il 30 novembre 2017

20% entro il 30 giugno 2018.

La definizione della lite poggerà sull’atto impositivo senza considerare gli esiti eventuali intervenuti nel giudizio, cioè senza tenere conto delle sentenze di primo e secondo grado. Questa ultima circostanza e il fatto che non ci saranno sconti sull'imposta ne compromettono tuttavia il successo.

Le contoversie definibili non sono sospese, salvo che il contribuente non ne faccia apposita richiesta dichiarando al giudice di volersi avvalere della definizione della controversia. In tal caso il processo è sospeso fino al 10 ottobre 2017. Se il contribuente successivamente dimostra di essersi avvalso della definizione e di aver pagato quanto dovuto o almeno la prima rata, il processo resterà sospeso fino al 31 dicembre 2018.

Per le controversie definibili sono sospesi per sei mesi i termini di impugnazione, anche incidentale, delle pronunce giurisdizionali e di riassunzione che scadono dalla data di entrata in vigore del presente articolo fino al 30 settembre 2017.

La norma prevede l'emanazione di un Provvedimento del direttore dell'agenzia delle entrate con le modalità di attuazione.

La definizione delle liti pendenti assieme alla rottamazione dei ruoli rappresenta una modalità per far pulizia dell'ingente contenzioso che vede spesso l'Agenzia perdente, e a smaltire un arretrato che le Commissioni Tributarie fanno fatica a gestire, oltre naturalmente una modalità per rastrellare soldi freschi per le casse pubbliche.

 

Fonte:
Notizia del: 26/04/2017
Commercialisti: la guida sulle sanzioni disciplinari

 Il  Consiglio nazionale dei dottori commercialisti ha predisposto una guida  riepilogativa del Codice delle sanzioni  disciplinari operativo dal 2017  che è stato inviato in questi giorni agli Ordini territoriali ,  per uniformarne sul territorio l'applicazione .

La Guida ricorda che il procedimento disciplinare puo iniziare:

  • a seguito di esposti o segnalazioni (non anonime) o
  • su iniziativa del Consiglio di disciplina .

Prima  dell’apertura formale   che si conclude con la delibera dell'Ordine  o la sua archiviazione, il professionista soggetto viene invitato per un confronto.
L’avvio del procedimento  puo essere comunicato  via pec o per raccomandata e  è inidirzzato a  diversi soggetti: all’interessato, al Consiglio dell’Ordine, a chi ha segnalato il caso, al pubblico ministero, al procuratore generale presso la Corte d’Appello, al ministero della Giustizia.
Durante il dibattimento il professionista  può essere assistito  da un avvocato o da un altro commercialista iscritto all’Albo di qualunque Ordine territoriale. Il procedimento disciplinare deve durare di norma  non più di 18 mesi: solo in casi eccezionali il tempo  raggiungere al massimo i 30 mesi.
Il Codice delle sanzioni contiene : le disposizioni generali, le possibili circostanze aggravanti (come il dolo o la reiterazione dei comportamenti) e quelle attenuanti (assenza di dolo o di danno, la buona fede).

Le sanzioni applicabili , progressivamente piu gravi, sono: il richiamo, la censura, la sospensione dall’esercizio della professione per un periodo non superiore a due anni, la radiazione dall’Albo. A queste possono aggiungersi anche sanzioni accessorie ( ad  esempio l’impossibilità di avere tirocinanti ).
La Guida predisposta dal Consiglio nazionale contiene anche una tabella riepilogativa delle sanzioni , che sono previste dagli articoli da 11 a 27 del Codice.

Importante segnalazione : i comportamenti sanzionabili  più frequenti attualemte sono :

  • il mancato rispetto degli obblighi formativi e
  • l’assenza dell’assicurazione obbligatoria.

Oggi queste violazioni sono punite severamente  con  un’iter semplificato e più celere. 

Fonte: Consiglio Nazionale dei Dottori commercialisti e degli Esperti contabili
Notizia del: 26/04/2017
Come cambia la detrazione Iva dopo la Manovrina

Il diritto alla detrazione dell'IVA relativa ai beni e servizi acquistati o importati sorge nel momento in cui l'imposta diviene esigibile ed e’ esercitato, al piu' tardi, con la dichiarazione relativa all’anno in cui il diritto alla detrazione e' sorto ed alle condizioni esistenti al momento della nascita del diritto medesimo.
E’ la modifica introdotta all’art. 19 del DPR 633/72 dall’art. 2 del D.L. 50 pubblicato in GU il 24 aprile con decorrenza immediata.
Dal 24 aprile non sarà pertanto piu’ possibile detrarre l’Iva sulle fatture di acquisti che dovevano essere registrate entro dicembre 2016 (?)
Cambia infatti anche l’art. 25 del DPR 633/72 che ora stabilisce che le fatture devono essere annotate anteriormente alla liquidazione periodica, nella quale è esercitato il diritto alla detrazione della relativa imposta e comunque entro il termine di presentazione della dichiarazione annuale relativa all’anno di ricezione della fattura e con riferimento al medesimo anno.

Manca nell’articolo una norma transitoria e non è chiaro cosa accadrà alle fatture di acquisto ricevute nel 2016 ma registrate nel 2017, e detratte nelle liquidazioni periodiche 2017, o ancora non registrate in quanto la norma attuale mi consentiva di registrarle fino al 30 aprile 2018, termine per la presentazione della dichiarazione Iva 2017 ( la dichiarazione annuale Iva relativa al 2016 è già stata presentata entro il 28 febbraio 2017).
Si ritiene che la nuova norma debba applicarsi alle fatture ricevute dal 24 aprile 2017 ma si attendono urgenti chiarimenti in merito.

Per una migliore comprensione delle modifiche ecco il testo degli artt. 19 e 25 del DPR 633/72 prima e dopo le modifiche:

Fino al 23 aprile 2017

Art. 19. Detrazione

1. Per la determinazione dell'imposta dovuta a norma del primo comma dell'articolo 17 o dell'eccedenza di cui al secondo comma dell'articolo 30, e' detraibile dall'ammontare dell'imposta relativa alle operazioni effettuate, quello dell'imposta assolta o dovuta dal soggetto passivo o a lui addebitata a titolo di rivalsa in relazione ai beni ed ai servizi importati o acquistati nell'esercizio dell'impresa, arte o professione. Il diritto alla detrazione dell'imposta relativa ai beni e servizi acquistati o importati sorge nel momento in cui l'imposta diviene esigibile e puo' essere esercitato, al piu' tardi, con la dichiarazione relativa al secondo anno successivo a quello in cui il diritto alla detrazione e' sorto ed alle condizioni esistenti al momento della nascita del diritto medesimo.

Dal 24 aprile 2017
Art. 19. Detrazione

1. Per la determinazione dell'imposta dovuta a norma del primo comma dell'articolo 17 o dell'eccedenza di cui al secondo comma dell'articolo 30, e' detraibile dall'ammontare dell'imposta relativa alle operazioni effettuate, quello dell'imposta assolta o dovuta dal soggetto passivo o a lui addebitata a titolo di rivalsa in relazione ai beni ed ai servizi importati o acquistati nell'esercizio dell'impresa, arte o professione. Il diritto alla detrazione dell'imposta relativa ai beni e servizi acquistati o importati sorge nel momento in cui l'imposta diviene esigibile ed e’ esercitato, al piu' tardi, con la dichiarazione relativa all’anno in cui il diritto alla detrazione e' sorto ed alle condizioni esistenti al momento della nascita del diritto medesimo.

Fino al 23 aprile 2017
Art. 25. Registrazione degli acquisti
Il contribuente deve numerare in ordine progressivo le fatture e le bollette doganali relative ai beni e ai servizi acquistati o importati nell'esercizio dell'impresa, arte o professione, comprese quelle emesse a norma del secondo comma dell'articolo 17 e deve annotarle in apposito registro anteriormente alla liquidazione periodica, ovvero alla dichiarazione annuale, nella quale e' esercitato il diritto alla detrazione della relativa imposta.

Dal 24 aprile 2017

Art. 25. Registrazione degli acquisti
Il contribuente deve numerare in ordine progressivo le fatture e le bollette doganali relative ai beni e ai servizi acquistati o importati nell'esercizio dell'impresa, arte o professione, comprese quelle emesse a norma del secondo comma dell'articolo 17 e deve annotarle in apposito registro anteriormente alla liquidazione periodica, nella quale è esercitato il diritto alla detrazione della relativa imposta e comunque entro il termine di presentazione della dichiarazione annuale relativa all’anno di ricezione della fattura e con riferimento al medesimo anno.

Fonte: Fisco e Tasse
Notizia del: 26/04/2017
Rottamazione dei ruoli e chiusura liti pendenti

Nella Manovrina DL 50 in vigore dal 24 aprile 2017 data di pubblicazione in Gazzetta, vi è una norma contenuta all’interno dell’art. 11 c.5 , che regola l’intreccio tra la rottamazione dei ruoli e la definizione delle controversie tributarie.
Il contribuente che ha aderito alla rottamazione dei ruoli entro il 21 aprile 2017, puo’ usufruire della definizione agevolata della controversia tributaria relativa allo stesso ruolo, solo se entrambe le rottamazioni vanno a segno!
La definizione agevolata della controversia che resta pendente dopo la rottamazione del ruolo sembra possa essere validamente richiesta solo se la rottamazione va a buon fine.
E’ un intreccio di scadenze che puo’ essere molto complesso, e non sembra che la norma sia molto chiara, anche perché le scadenze di pagamento della rottamazione sono successive a quelle delle liti.

Fonte: Fisco e Tasse
Notizia del: 26/04/2017
Come cambia il regime fiscale delle locazioni brevi

Le novità per i contratti brevi sono contenute nell’art.4 del D.L. 50 del 24 aprile 2017 che modifica il regime fiscali delle locazioni brevi.
Le principali novità riguardano: l’applicazione della cedolare secca e la ritenuta a titolo di acconto o di imposta da parte degli intermediari, che diventano sostituti di imposta.
Il decreto legge 50 al 1 comma dell’art. 4 specifica quali sono i contratti brevi, individuandoli nei contratti abitativi di durata non superiore a 30 giorni che possono prevedere anche la prestazione di alcuni servizi come la pulizia e la biancheria.
Tali contratti possono essere stipulati direttamente, tramite intermediari o attraverso portali on line.
La norma prevede che a tali contratti dal 1 giugno 2017 è possibile applicare su opzione la cedolare secca del 21%.
Se i contratti vengono stipulati con l’intervento di intermediari o portali di intermediazione, a carico degli stessi sono previsti importanti e onerosi obblighi:
- In tutti i casi l’intermediario deve comunicare  i dati dei contratti conclusi per suo tramite
- Se l’intermediario oltre a mettere in contatto le parti, incassa anche il canone pattuito, scatta l’obbligo comune a tutti i sostituti di imposta di trattenere il 21% e versarlo direttamente nelle casse dello Stato.
- L’imposta trattenuta e versata dall’intermediario dovrà essere certificata e per il locatore diventerà a titolo di acconto o a titolo d’imposta a seconda se lo stesso abbia optato o meno per la cedolare secca.
Entro 90 giorni sarà emanato un provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate che stabilirà le modalità di trasmissione degli elenchi da parte degli intermediari.

Fonte: Fisco e Tasse
Notizia del: 26/04/2017
Ingresso lavoratori stagionali: i motivi di rifiuto del nulla osta

L’ispettorato Nazionale Del Lavoro, con Nota 19 aprile 2017, n. 3464, ha fornito le istruzioni operative sulle condizioni di ingresso e soggiorno dei cittadini di Paesi terzi per :

  • lavoro stagionale e 
  • trasferimenti intra-societari  per dirigenti, lavoratori specializzati, lavoratori in formazione di Paesi terzi .

In particolare, ricorda l’art. 24, comma 12, D.Lgs. n. 286/1998 , che elenca le ipotesi di rifiuto o di revoca, nel caso fosse stato sia concesso, del nulla osta al lavoro stagionale, nei settori agricolo e turistico- alberghiero, in favore di cittadini di Paesi terzi a causa di violazioni commesse dal datore di lavoro nei riguardi di qualsiasi lavoratore dipendente dell’impresa.
Sono da segnalare  in particolare, tra gli altri, i casi in cui:
a) il datore di lavoro sia  stato oggetto di sanzioni a causa di lavoro irregolare;
c) il datore di lavoro non abbia rispettato i propri obblighi giuridici in materia di previdenza sociale, tassazione, diritti dei lavoratori, condizioni di lavoro o di impiego, previsti dalla normativa nazionale o dai contratti collettivi applicabili.

 

Fonte: Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali
Notizia del: 26/04/2017
Durc e rottamazione cartelle: novità nella manovrina

L’art. 54 del D.L. 50/2017 si occupa del rilascio del DURC alle aziende con debiti contributivi , nel caso di istanza per la definizione agevolata  di tali crediti, prevista dall’art. 6  della legge di stabilità 2017.  In particolare  a seguito della presentazione della dichiarazione per la definizione agevolata il legislatore ha previsto la sospensione dei termini di prescrizione e decadenza  dei  crediti per i quali la dichiarazione viene presentata, ed ha disposto, inoltre, che rispetto a tali crediti non possono essere avviate azioni esecutive da parte degli Agenti.

Il procedimento delineato dalla norma prevede però che la definizione agevolata si perfezioni solo con il versamento delle somme dovute in unica soluzione ovvero con il pagamento della prima rata nelle ipotesi di adempimento in modalità rateale.

Il DURC dunque è rilasciato a seguito della dichiarazione di volersi avvalere della definizione agevolata dei debiti contributivi. Il decreto 50/2017 interviene ora specificando che  il rilascio del  DURC è annullato in caso di:
- mancato pagamento dell’unica rata o di una rata
di quelle in cui è stato dilazionato il pagamento delle somme dovute;
- insufficiente versamento dell’unica rata o di una rata di quelle in cui è stato dilazionato il pagamento delle somme dovute;
- tardivo versamento dell’unica rata o di una rata di quelle in cui è stato dilazionato il pagamento delle somme dovute.

Fonte: Fisco e Tasse
Notizia del: 26/04/2017