CST Consulting

Studio associato di consulenza del lavoro, fiscale e societaria

Lo Studio CST Consulting Professionisti Associati fornisce servizi integrati per la consulenza fiscale, societaria e del lavoro.
Opera a Bologna e provincia dal 1996 e affianca piccole e medie imprese, di differenti settori, dalla delicata fase di start-up aziendale a quella, altrettanto importante, di controllo di gestione e analisi di bilancio. A completare il servizio l’amministrazione del personale e l’elaborazione delle buste paghe e dei contributi.
Lo Studio CST Consulting è il partner operativo e strategico ideale per far nascere, crescere e prosperare la vostra impresa.

Servizi offerti

Consulenza fiscale e societaria

  • Valutazioni di aziende e progetti imprenditoriali.
  • Ristrutturazioni societarie, trasformazioni e fusioni.
  • Piani di risanamento aziendale.
  • Analisi di bilancio e controllo gestione
  • Tenutà contabilità, dichiarazioni fiscali e adempimento telematici
  • CAAF 730
  • Contenzioso tributario.

 

Consulenza del lavoro

  • Amministrazione del personale.
  • Gestione del rapporto di lavoro negli aspetti fiscali, economici, giuridici, assicurativi, previdenziali, …
  • Elaborazione delle buste paga e dei contributi.
  • Assistenza e rappresentanza dell’azienda in conciliazioni e arbitrati.
  • Assistenza e rappresentanza in sede di contenzioso con Istituti Previdenziali, Assicurativi e Ispettivi del Lavoro.
  • Consulenza e assistenza nelle relazioni e nei rapporti aziendali (contratti, convenzioni, accordi, ….)

 

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Obblighi tributari territori colpiti da calamità: cosa cambia dal 2018

Novità in sede di conversione in Legge del collegato fiscale alla Stabilità 2018. L'articolo 2 è stato modificato ed integrato anche al fine di introdurre, per i comuni dell'isola di Ischia colpiti dal sisma del 21 agosto 2017, più favorevoli misure per l'adempimento degli obblighi tributari e contributivi. In particolare:

  • E' stato inserito un comma 3-bis al fine di subordinare l'ottenimento della sospensione dei termini dei versamenti e degli adempimenti tributari nonché dagli atti di accertamento esecutivi prevista dai commi 1 e 2 alla trasmissione, da parte del contribuente all'ufficio dell'Agenzia delle entrate territorialmente competente, della richiesta di sospensione integrata dalla dichiarazione di inagibilità della casa sede di abitazione, ovvero dello studio professionale o dell'azienda, in conformità alle disposizioni del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa.
  • Sono inseriti i commi 5-bis e 5-ter al fine di introdurre più favorevoli misure per l'adempimento degli obblighi tributari e contributivi per i comuni dell'isola di Ischia colpiti dal sisma del 21 agosto 2017: Casamicciola Terme, Forio e Lacco Ameno. Per tali comuni viene prorogata al 30 settembre 2018 la data di scadenza della sospensione dei termini dei versamenti e degli adempimenti tributari, già fissata al 19 dicembre 2017. L'ottenimento della sospensione è subordinato alla trasmissione, da parte del contribuente all'ufficio dell'Agenzia delle entrate territorialmente competente, della richiesta di sospensione, contenente la dichiarazione di inagibilità - totale o parziale - della casa sede di abitazione, dello studio professionale o dell'azienda, in conformità alle disposizioni del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa, di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 445 del 2000. Si prevede che, fino alla completa ricostruzione e ripristino di agibilità, e comunque fino all'anno di imposta 2018
    • i redditi dei predetti fabbricati non concorrano alla formazione del reddito imponibile ai fini dell'imposta sul reddito delle persone fisiche e dell'imposta sul reddito delle società
    • i predetti fabbricati - a decorrere dalla rata scadente dopo il 21 agosto 2017 - siano esenti dall'applicazione dell'imposta municipale propria di cui all'art. 13 del decreto-legge n. 201 del 2011 e dal tributo per i servizi indivisibili (TASI) di cui all'art. 1, comma 639, della legge n. 147 del 2013.
  • Viene infine demandato ad un decreto dei Ministri dell'interno e dell'economia e delle finanze, da adottare entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto-legge in esame, sentita la Conferenza Stato-città ed autonomie locali, di definire i criteri е le modalità per il rimborso ai comuni interessati del minor gettito determinato dall'esenzione dei fabbricati in questione dall'imposta municipale propria e dalla TASI.

Dopo il comma 6 sono stati inseriti dieci commi, recanti disposizioni per la copertura finanziaria delle misure introdotte dall'articolo in commento, nonché ulteriori disposizioni per favorire la ricostruzione e la ripresa economica dei comuni dell'isola di Ischia colpiti dal sisma del 21 agosto 2017. 

Fonte: Fisco e Tasse
Notizia del: 22/11/2017
TARI 2017:pubblicata la Circolare MEF con i chiarimenti. Esempi di calcolo

Il MEF con la Circolare 1/2017 del 20 novembre 2017 ha fornito chiarimenti sul calcolo della parte variabile della tassa sui rifiuti (TARI) relativa alle utenze domestiche. In particolare è stato chiesto al MEF se la quota variabile debba essere calcolata una sola volta anche nel caso in cui la superficie di riferimento dell’utenza domestica comprenda quella delle pertinenze dell’abitazione, poiché i Comuni talvolta computano la quota variabile sia in relazione all’abitazione che alle pertinenze, determinando, in tal modo, una tassa notevolmente più elevata rispetto a quella che risulterebbe considerando la quota variabile una volta sola rispetto alla superficie totale.

In ordine alla determinazione della TARI il D.P.R. 158/95 dispone che la stessa è composta

  • da una parte fissa, determinata in relazione alle componenti essenziali del costo del servizio in base alla superficie e alla composizione del nucleo familiare,
  • da una parte variabile, rapportata alle quantità di rifiuti indifferenziati e differenziati specificata per kg, prodotta da ciascuna utenza. Se non è possibile misurare i rifiuti per singola utenza, è previsto che la quota variabile della tariffa relativa alla singola utenza viene determinata applicando un coefficiente di adattamento. 
  • ed è articolata nelle fasce di utenza domestica e non domestica. Come chiarito nel documento MEF la locuzione di "utenza domestica" deve intendersi comprensiva sia delle superfici adibite a civile abitazione sia delle relative pertinenze.

Pertanto

  • la quota fissa di ciascuna utenza domestica deve essere calcolata moltiplicando la superficie dell’alloggio sommata a quella delle relative pertinenze per la tariffa unitaria corrispondente al numero degli occupanti dell’utenza stessa,
  • la quota variabile è costituita da un valore assoluto, vale a dire da un importo rapportato al numero degli occupanti che non va moltiplicato per i metri quadrati dell’utenza e va sommato come tale alla parte fissa.

Un diverso modus operandi da parte dei comuni non troverebbe alcun supporto normativo.

La circolare MEF porta anche un esempio, di seguito riportato:

Si pensi, ad esempio, al caso di due nuclei familiari, entrambi con 3 componenti, il primo dei quali possiede un’abitazione di 100 mq e il secondo un appartamento di 80 mq e una cantina di 20 mq, che costituisce la pertinenza dell’abitazione. Se si ipotizza che la tariffa per il calcolo della parte fissa determinata dal comune sia pari a € 1,10 mentre la parte variabile sia pari a € 163,27, l’errato procedimento di calcolo della tassa sopra descritto condurrebbe al seguente risultato. 

Primo Nucleo familiare
Mq abitazione Parte fissa Parte variabile TARI Totale
100 mq 100 x 1.10= 110 euro 163.27 euro 110+163,27= € 273,27

Secondo Nucleo familiare
Mq Parte fissa Parte variabile Totale
80 mq 80 x 1.10= 88 euro 163.27 euro 88+163,27= € 251,27
Cantina pertinenziale
Mq Parte fissa Parte variabile Totale
20 mq 20 x € 1,10 = € 22 163.27 euro 22+163,27=€ 185,27
  TARI Totale = € 436,54

Come appare evidente dall’esempio, se si considera la parte variabile in riferimento sia all’abitazione sia alla pertinenza, a parità di componenti e di superficie, l’importo della TARI risulta molto più elevato rispetto al caso in cui non si disponga della pertinenza.
Si deve ribadire che tale differenza di importi non trova un valido sostegno logicogiuridico. Conseguentemente, la modalità corretta di calcolo della tassa per il secondo nucleo familiare di cui all’esempio che precede è la seguente:

Secondo Nucleo familiare
Abitazione e cantina pertinenziale
Mq  Parte fissa Parte variabile TARI Totale
80+20=100 mq 100 x € 1,10= € 110 163.27 euro 110+163,27= € 273,27

Pertanto, laddove il contribuente riscontri un errato computo della parte variabile effettuato dal comune o dal soggetto gestore del servizio rifiuti, lo stesso può richiedere il rimborso del relativo importo. 

Fonte: Fisco e Tasse
Notizia del: 22/11/2017
Equo compenso nel DDL del collegato fiscale 2018:il CNDCEC favorevole

Nel DDL di conversione del decreto fiscale collegato alla Legge di Stabilità 2018 è previsto l'equo compenso per i rapporti di lavoro autonomo. Con un comunicato il CNDCEC ha espresso la sua soddisfazione per questo obiettivo raggiunto. Di seguito il testo del comunicato stampa del 15 novembre 2017:

“Il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili, da sempre in prima linea nella battaglia per l’introduzione dell’equo compenso, non può che rallegrarsi per la sua estensione a tutti i rapporti di lavoro autonomo votata dalla Commissione Bilancio del Senato, attraverso una riformulazione dell’emendamento al decreto fiscale che lo prevedeva inizialmente per i soli avvocati”.
È quanto afferma il presidente nazionale della categoria, Massimo Miani, il quale aggiunge che “la norma costituisce un ineludibile corollario di quella sul divieto di abuso di dipendenza economica previsto nel Jobs act degli autonomi e rafforza le tutele a garanzia dei colleghi, soprattutto di quelli contrattualmente più deboli”. Altrettanto positivamente va valutata, secondo Miani “la previsione in virtù della quale viene attribuito alla pubblica amministrazione il ruolo di “garante” dell’equo compenso in relazione alle prestazioni rese dai professionisti a tutela dei principi di trasparenza, buon andamento ed efficacia delle proprie attività”. Miani sottolinea come il risultato positivo raggiunto sull’equo compenso sia “figlio di un rinnovato interesse della politica, manifestatosi in questi ultimi mesi, per le istanze delle professioni, in particolar modo da parte del Governo e dei Ministeri che su di esse vigilano”.

Il presidente del Consiglio nazionale esprime invece il suo “disappunto” per lo stop decretato dalla stessa Commissione Bilancio del Senato all’introduzione delle specializzazioni per i commercialisti. “Purtroppo – spiega Miani – non si è colta in pieno la portata storica di questo passaggio. I commercialisti hanno competenze in molti e diversificati ambiti, tutte messe quotidianamente al servizio del sistema economico e del tessuto imprenditoriale del Paese. L’introduzione delle specializzazioni rappresenterebbe la migliore garanzia per una ulteriore crescita della professionalità e delle conoscenze settoriali offerte dalla categoria. Si tratta dunque di un provvedimento con evidenti potenziali effetti positivi per il sistema, non di una scelta figlia di una logica meramente categoriale. Per questi motivi – conclude Miani – confidiamo che ci sia ancora la volontà politica per recuperare nei prossimi, imminenti passaggi parlamentari l’emendamento al Decreto fiscale bocciato ieri. Ciò anche in considerazione del fatto che nella nostra assemblea generale dello scorso giugno i 1500 quadri dirigenti della categoria e gli esponenti politici intervenuti, tra cui i leader di alcuni dei maggiori partiti nazionali, avevano pubblicamente condiviso il progetto delle specializzazioni”.

Fonte: Consiglio Nazionale dei Dottori commercialisti e degli Esperti contabili
Notizia del: 22/11/2017
Contribuenti minimi: 2° acconto IRPEF entro il 30.11.2017

Per i soggetti in regime dei contribuenti minimi, ai sensi dell’articolo 27, comma 1, D.L. n. 98/2011 il reddito di lavoro autonomo/impresa è assoggettato ad un’imposta sostitutiva dell’IRPEF e delle relative addizionali in misura pari al 5%.  L’imposta sostitutiva viene liquidata (anche in acconto) con le stesse modalità e termini previsti per i soggetti IRPEF e pertanto l’eventuale debenza di acconto si determina nel seguente modo:

  • acconto non dovuto: qualora l’imposta dovuta (rigo “Differenza”, quadro LM) sia pari o inferiore ad € 51,65;
  • acconto in unica soluzione, qualora l’imposta dovuta (rigo “Differenza”) sia superiore ad € 51,65 ma non ad € 257,52. In tal caso l’acconto è dovuto nella misura del 100%, da versare entro il 30 novembre;
  • acconto in due rate, qualora l’imposta dovuta (rigo “Differenza”) sia superiore a € 257,52:
    • 40% entro il 20 giugno (21 luglio con maggiorazione dello 0,40%);
    • 60% entro il 30 novembre.

Il pagamento degli acconti dell’imposta sostitutiva per i contribuenti minimi va effettuato con i seguenti codici tributo, istituiti con Risoluzione 25 maggio 2012, n. 52:

  • “1793” per la prima rata di acconto;
  • “1794” per la seconda o unica rata di acconto.

Il versamento del secondo acconto non è rateizzabile.
I contribuenti che fuoriescono dal regime agevolato dei contribuenti minimi risultano

  • soggetti ad IRPEF
  • soggetti ad imposta sostitutiva al 15%, se gli stessi accedono al regime forfetario.

Nel primo caso, considerando il meccanismo di scomputo previsto nel quadro RN, Mod. REDDITI PF, i soggetti fuoriusciti dal regime versano l’acconto dell’imposta sostitutiva (ancorché per lo stesso periodo siano soggetti all’IRPEF) che successivamente verrà fatta “confluire” nell’IRPEF.
In sostanza, tali contribuenti versano l’acconto 2017 utilizzando i codici tributo previsti per l’imposta sostitutiva e dovranno indicare quanto versato a tale titolo a rigo RN38, colonna 4, Mod. REDDITI 2018 PF. Tali soggetti possono però scegliere di non versare affatto l’acconto dell’imposta sostitutiva, posto che non saranno più soggetti a tale imposta. L’eventuale versamento va effettuato:

  •  a titolo di acconto utilizzando i codici tributo “1793” (prima rata) e “1794” (seconda o unica rata);
  • del saldo 2016 utilizzando il codice tributo “1795”.

Nel secondo caso, i contribuenti che fuoriescono dal regime dei minimi(ad esempio, a partire dal 1° gennaio 2017) e adottano il regime forfetario, determineranno il reddito 2017 in via forfetaria secondo le modalità illustrate dalla norma istitutiva, ed assoggettando lo stesso ad imposta sostitutiva con aliquota del 15%. Si ritiene sia possibile versare in tal caso con i codici tributo relativi al regime dei minimi (“1793”, “1794”, “1795”).
I contribuenti che sono usciti dal regime dei minimi dal 2017 e hanno applicato il regime ordinario, se nel corso del 2017 versano l’acconto dell’imposta sostitutiva del 5% (cod. tributo “1793” e “1794”), possono scomputare quanto versato dall’IRPEF dovuta per il 2017 indicando tali somme a rigo RN38, col. 4.

Fonte: Fisco e Tasse
Notizia del: 22/11/2017
Split payment: le sanzioni per chi non rispetta le regole

Con la Circolare 27/E del 7 novembre 2017, l'Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti sullo split payment. Infatti, per le forniture di beni e servizi effettuate nei confronti delle PA e Società, i fornitori devono emettere fattura con l’indicazione “scissione dei pagamenti” o “split payment” ma se la fattura non contiene questa indicazione, sono previste le sanzioni amministrative. 

Come chiarito nel documento di prassi, non si applica la sanzione nei confronti dei fornitori che si siano attenuti alle comunicazioni fornite dalle PA, relative agli acquisti promiscui di prestazioni soggette a reverse charge. Si ricorda, infatti, che, nel caso in cui il fornitore debba emettere una fattura nei confronti di pubbliche amministrazioni per un’operazione soggetta al regime del reverse charge, deve preoccuparsi di acquisire l’informazione se tale prestazione è ricevuta dalla PA nell’ambito dell’attività istituzionale o commerciale, oppure è promiscua.
In relazione all’imposta addebitata dai fornitori, le PA e Società sono responsabili del versamento all’Erario dell’imposta. L’omesso o ritardato adempimento del versamento all’Erario (per conto del fornitore) da parte delle PA e Società è sanzionato ai sensi dell’art. 13 del D. Lgs. n. 471 del 1997.
Si precisa, tuttavia, in ossequio ai principi dello Statuto del contribuente, che in considerazione dell’incertezza in materia in sede di prima applicazione, sono fatti salvi i comportamenti finora adottati dai contribuenti anteriormente all’emanazione del presente documento di prassi, sempre che l’imposta sia stata assolta, ancorché in modo irregolare.
Pertanto,

  • qualora, dopo il 1° luglio 2017, siano state emesse fatture nei confronti di soggetti inclusi negli elenchi IVA pubblicati sul sito MEF con IVA erroneamente addebitata con il regime ordinario, non occorrerà effettuare alcuna variazione. In tali casi, infatti, l’imposta potrà essere assolta secondo le modalità ordinarie. Analogamente, si ritiene non sanzionabile l’ipotesi in cui siano state emesse fatture, entro la data di pubblicazione degli elenchi definitivi, erroneamente in regime di scissione dei pagamenti nei confronti di soggetti non inclusi in detti elenchi; in questi casi la PA o Società acquirente può ottemperare agli adempimenti previsti dal DM per la liquidazione del tributo, dandone evidenza al fornitore, anche cumulativamente.
  • se dopo la pubblicazione del presente documento di prassi siano state emesse fatture con erronea applicazione dell’IVA ordinaria o erronea indicazione della scissione dei pagamenti, il fornitore dovrà procedere a “regolarizzare” tale comportamento con l’emissione di apposita nota di variazione e l’emissione corretta di un nuovo documento contabile. In alternativa, si ritiene possibile l’emissione di un’unica nota di variazione che, facendo riferimento puntuale a tutte le fatture erroneamente emesse, le integri al fine di segnalare alla PA o Società acquirente il corretto trattamento da riservare all’imposta ivi indicata.
Fonte: Fisco e Tasse
Notizia del: 21/11/2017