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12/01/2018

Nuovo limite di esenzione dei compensi per attività sportiva dilettantistica

La Legge di bilancio 2018 ha modificato la disciplina fiscale dei compensi percepiti dagli sportivi dilettanti. In particolare la soglia entro la quale sono esclusi da IRPEF i redditi percepiti da detti soggetti viene incrementata dagli attuali euro 7.500 a euro 10.000 annui.

Il nuovo limite si applica a partire dall’anno 2018.

Per il 2017 resta invariato il limite di reddito.


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12/01/2018

Divieto di cessione gratuita delle borse di plastica

I mezzi di comunicazione hanno attribuito grande rilevanza alla questione della vendita a pagamento dei sacchetti in plastica, che a decorrere dal 1 gennaio 2018 è obbligatoria. Tale risonanza rischia di generare grande confusione ed è pertanto necessario un chiarimento.

La norma che ha posto tale obbligo è stata emanata l’estate scorsa e ha previsto il divieto di cedere gratuitamente le borse ai consumatori per l’asporto di merci e prodotti con decorrenza dal 2018, apportando una serie di distinzioni dei sacchetti per composizione, spessore ed utilizzo.

Sul punto è intervenuto anche il Ministero dell’Ambiente, che ha diffuso una circolare in base alla quale è obbligatorio far pagare tutte le borse di plastica ammesse al commercio.

Restano escluse dall’obbligo le borse in carta, in fibre naturali, poliammide, ecc…

All’interno del confuso scenario normativo, è consigliabile adottare la prudente interpretazione fornita dal Ministero, addebitando il costo dei sacchetti di plastica ceduti a propri clienti. Si precisa che il prezzo di cessione è libero.

E’ poi necessario considerare che non tutti i sacchetti di plastica sono oggi “in regola”. Per le caratteristiche di conformità degli stessi si rimanda all’opuscolo di Assobioplastiche. Per essere inoltre certi della composizione dei sacchetti che si stanno acquistando, è buona norma richiedere al proprio fornitore una dichiarazione di conformità alle norme di legge, della quale si mette a disposizione un fac-simile.


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19/12/2017

Detrazioni IVA

Con l’entrata in vigore del D.L. 50/2017 sono state modificate le regole di detrazione e registrazione delle fatture ai fini IVA.

Negli ultimi giorni, sono apparse interpretazioni le più disparate sul corretto comportamento contabile e dichiarativo, stante il silenzio dell’Agenzia delle Entrate in merito ai dubbi sorti dall’evidente contraddizione del contenuto degli articoli 19 e 25 del testo unico IVA.

Riteniamo doveroso riepilogare i contenuti della norma e provare a chiarire gli aspetti controversi.

DETRAZIONE IVA SUGLI ACQUISTI

Il problema si pone per le fatture a cavallo d’anno.

L’IVA sulle fatture di acquisto è detraibile dal momento in cui l’imposta diviene esigibile (per le cessioni di beni la data di consegna, per le prestazioni di servizio la data di ultimazione della prestazione che generalmente coincide con la data di emissione della fattura).

La nuova regola abbrevia drasticamente il limite massimo di tempo per poter esercitare tale diritto alla detrazione IVA, che coincide ora con il termine di presentazione della dichiarazione IVA annuale del periodo di emissione della fattura (e non di ricevimento).

Il termine ultimo per presentare la dichiarazione IVA del 2017 è il 30 aprile 2018.

FATTURE 2017 RICEVUTE NEL 2018 ENTRO IL TERMINE DELLA DICHIARAZIONE ANNUALE IVA

Cosa succede alle fatture di acquisto emesse nel 2017 e ricevute dall’acquirente nei primi mesi del 2018?

L’IVA sull’acquisto è detraibile con riferimento alla data della fattura (2017), poiché in quel periodo divenuta esigibile.

Pertanto se la fattura di acquisto di dicembre 2017 viene registrata a gennaio 2018, non concorrerà alla determinazione della liquidazione IVA del mese di gennaio, ma verrà “sospesa” e recuperata nella dichiarazione annuale IVA 2018 per l’anno 2017 (da presentarsi entro il prossimo 30 aprile).

Le software house dovranno pertanto adeguare i gestionali contabili a tale nuova procedura.

Quindi per le fatture di acquisto 2017 registrate nel 2018 fino al termine di presentazione della dichiarazione annuale IVA (termine ultimo 30 aprile 2018) è possibile detrarre l’IVA in dichiarazione annuale.

FATTURE DEL 2017 REGISTRATE OLTRE IL TERMINE DELLA DICHIARAZIONE ANNUALE IVA

Se la registrazione oltre il termine è relativa a fatture ricevute nel 2017 e che, per negligenza o altri motivi, non sono state registrate entro il termine di presentazione della dichiarazione annuale IVA, la detraibilità dell’IVA su tali fatture è preclusa.

Se l’acquirente può dimostrare che la fattura 2017 è pervenuta nel 2018 anche se oltre i termini di presentazione della dichiarazione annuale (quindi da maggio in poi), riteniamo che l’IVA sia detraibile presentando però una dichiarazione annuale IVA integrativa a favore.

FATTURE DI ACQUISTO 2017 RICEVUTE PRIMA DEL 16 GENNAIO (per i contribuenti mensili)

Poiché la norma dispone che le fatture siano annotate in apposito registro degli acquisti anteriormente alla liquidazione periodica, ci si pone il dubbio se tali registrazioni possano avvenire con data registrazione e riferimento alla liquidazione IVA del mese di dicembre. Verrebbe da rispondere in senso affermativo, ma occorre attendere la risposta ministeriale.


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10/11/2017

Rottamazione delle cartelle

Il D.L. 148/2017 ha riaperto i termini per la rottamazione delle cartelle. La norma è ancora in fase di conversione in legge e quindi non contiene misure definitive, è tuttavia opportuno avere presenti sin da ora le novità previste.
Si premette che la “seconda edizione”, come la precedente, consente di ridurre gli importi delle proprie cartelle eliminando le sanzioni e gli interessi di mora.

Riapertura dei termini per il pagamento delle rate di luglio e settembre 2017
Il contribuente precedentemente ammesso alla rottamazione, che per qualsiasi motivo non aveva potuto effettuare i versamenti alle scadenze del 31/07/2017 e il 30/09/2017, ha la possibilità di sanare la propria posizione effettuando il pagamento di quanto dovuto entro il 30/11. Questo riguarda anche coloro che avevano optato per il pagamento in unica soluzione al 31/07/2017.
In altri termini il mancato pagamento di una delle due rate (o di entrambe) non determina la decadenza dalla rottamazione, che rimane valida a condizione che entro il prossimo 30/11/2017 si provveda al pagamento degli “arretrati”. Successivamente sarà possibile riprendere il piano di rateazione originario.

Possibilità di accesso alla rottamazione per coloro che non erano stati ammessi alla prima edizione
Coloro che si erano visti negare la richiesta di rottamazione “prima edizione” in ragione del mancato pagamento delle rate di ottobre, novembre e dicembre 2016 o in periodi antecedenti, hanno oggi la possibilità di accedervi.
Per farlo è necessario:
1) Presentare una nuova richiesta di adesione entro il 31/12/2017, nella quale è possibile scegliere di pagare il dovuto in massimo 3 rate, scadenti a settembre, ottobre e novembre 2018;
2) Versare in unica soluzione entro il 31/05/2018 le rate scadute al 31/12/2016 che avevano causato il rigetto della precedente domanda (gli importi verranno comunicati dall’Agenzia entrate-riscossione entro il 31/03/2018);
3) Entro il 31/07/2018 l’ Agenzia entrate-riscossione comunicherà le somme dovute, recapitando altresì il bollettino necessario al pagamento (o i bollettini in caso di rateazione).

Riapertura della rottamazione per le cartelle affidate dal primo gennaio al 30 settembre 2017
La rottamazione-bis riguarda solo i carichi trasmessi all’ Agenzia entrate-riscossione dal 1/1/2017 al 30/09/2017, sono quindi escluse le cartelle rottamabili con la precedente edizione per chi decise di non aderire.
Chi intende aderire deve presentare apposita domanda entro il 15/05/2018.
Entro il 30/06/2018 l’Agenzia entrate-riscossione comunicherà l’importo da pagare.
Il pagamento può essere eseguito in un massimo di 5 rate e deve comunque concludersi entro il 28/02/2019. La scelta deve essere effettuata nella domanda di accesso.


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30/10/2017

VOUCHER DIGITALIZZAZIONE

DOMANDE DAL 30 GENNAIO 2018

Le piccole e medie imprese sono interessate ad una agevolazione relativa all’ammodernamento tecnologico dell’azienda.
Il bando incentiva, attraverso l’assegnazione di un voucher in denaro, le seguenti tipologie di spese:
• hardware e software;
• servizi specialistici;
• software per la gestione dell’ e-commerce e per sistemi di sicurezza della connessione alla rete;
• connettività alla banda larga e ultra larga compresi i costi per i lavori di fornitura, posa, attestazione, collaudo dei cavi e costi di dotazione e installazione degli apparati necessari;
• decoder e parabole per il collegamento alla rete Internet mediante tecnologia satellitare;
• costi per la partecipazione a corsi e per servizi di formazione qualificata per il personale aziendale relativamente agli investimenti sopra descritti.

Gli investimenti devono essere effettuati esclusivamente dopo la prenotazione del voucher.
Il voucher è un contributo a fondo perduto concesso nella misura massima del 50% delle spese ammesse, con un massimo di contributo di € 10.000.
Le domande di contributo saranno compilabili on line sul sito del Ministero dello Sviluppo economico dal 15.01.2018 e potranno essere inviate dal 30.01.2018 al 9.02.2018.
Non essendo una procedura a “click day”, le risorse spetteranno a tutti i soggetti ammessi, senza ordine cronologico


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07/07/2017

I NUOVI VOUCHER

L’INPS detta le regole per l’utilizzo dei nuovi voucher per lavoro occasionale.

PREVENTIVA REGISTRAZIONE SUL PORTALE INPS
Sia l’utilizzatore (privati o aziende) sia i prestatori occasionali devono preventivamente registrare i dati anagrafici presso il portale INPS (www.inps.it/Prestazioni Occasionali). La piattaforma verrà attivata nei prossimi giorni.
I datori di lavoro possono acquisire prestazioni di lavoro occasionali con due modalità:

1. IL LIBRETTO FAMIGLIA (“LF”)
2. IL CONTRATTO DI LAVORO OCCASIONALE (“CPO”)

IL LIBRETTO FAMIGLIA
Il Libretto famiglia può essere utilizzato soltanto da persone fisiche NON nell’esercizio di impresa.
Con tale libretto l’utilizzatore potrà remunerare prestazioni occasionali per:
– lavori domestici, inclusi giardinaggio, pulizie, manutenzione
– assistenza domiciliare ai bambini, anziani, ammalati o con disabilità
– insegnamento privato supplementare
Il libretto è composto da buoni dal valore di 10,00 euro cadauno (uno per ogni ora di lavoro).
I 10 euro vengono così suddivisi:
– 8 euro al prestatore occasionale
– 1,65 euro contribuzione INPS
– 0,25 euro assicurazione Inail
– 0,10 euro rimborso oneri di gestione Inps
Entro la fine della giornata lavorativa e comunque non oltre il terzo giorno successivo, l’utilizzatore deve comunicare all’INPS, attraverso la piattaforma telematica o il contact center:
– dati anagrafici del prestatore occasionale
– luogo di svolgimento attività
– numero di voucher utilizzati per la prestazione
– durata in ore della prestazione
– tipologia della prestazione
Inoltre occorre indicare se il prestatore è eventualmente uno studente, un pensionato, un disoccupato.
Al prestatore occasionale arriverà messaggio da parte dell’INPS via mail o sms dell’avvenuta comunicazione da parte del prestatore.

IL CONTRATTO DI PRESTAZIONE OCCASIONALE
A tale tipologia di lavoro possono accedere i professionisti, le imprese, le associazioni, le fondazioni e altri enti di natura privata, le Pubbliche Amministrazioni.
Possono ricevere prestazioni occasionali i datori di lavoro che hanno non più di 5 dipendenti a tempo indeterminato.
Il datore di lavoro non deve appartenere al settore edile e, in generale, non si possono utilizzare prestazioni occasionali negli appalti di opere e servizi.
Il compenso è fissato dalle parti ma non può essere inferiore a:
– 9,00 euro nette per ogni ora di prestazione, con un minimo obbligatorio di 36,00 euro al giorno (anche se la prestazione è durata meno di 4 ore)
L’utilizzatore deve aggiungere al compenso netto dovuto al prestatore anche la contribuzione INPS pari al 33% del compenso, il premio INAIL pari al 3,5% del compenso e il rimborso oneri di gestione pari al 1% del compenso.
Esempio:
Pretazione occasionale giornaliera minima euro 36,00
Contributi INPS euro 11,88
Premio Inail euro 1,26
Rimborso oneri euro 0,36
Totale costo per l’azienda o professionista euro 49,50
Almeno 60 minuti prima dell’inizio della prestazione, l’utilizzatore, tramite la piattaforma INPS o il contact center fornisce le seguenti informazioni:
– dati del prestatore occasionale
– compenso pattuito
– luogo di svolgimento dell’attività
– data e ora di inizio e fine prestazione
– settore di impiego
Inoltre occorre indicare se il prestatore è eventualmente uno studente, un pensionato, un disoccupato.
Al prestatore occasionale arriverà messaggio da parte dell’INPS via mail o sms dell’avvenuta comunicazione da parte del prestatore.
Eventuali revoche della comunicazione di avvio (ad esempio per impossibilità improvvisa a svolgere la prestazione) devono pervenire entro i 3 giorni successivi dalla data prevista per l’inizio della prestazione.

LA GESTIONE DEI PAGAMENTI
Prima di poter utilizzare prestazioni occasionali, occorre alimentare il portafoglio telematico all’INPS (una sorta di credito pre pagato).
Le somme per alimentare il portafoglio possono essere versate in alternativa:
– con modello F24 Elide, utilizzando apposite causali di pagamento (causale “LIFA” per il Libretto Famiglia, causale “CLOC” per le prestazioni occasionali da contratto). E’ esclusa la possibilità di utilizzare altri crediti in compensazione.
– Attraverso moneta elettronica attraverso la modalità “pagoPA” di Agid (si accede dal “servizio Prestazioni Occasionali” del Portale Pagamenti INPS, con PIN o firma digitale).
Le somme diventano disponibili per pagare i prestatori entro 7 giorni dalla data di versamento.
Pertanto, il prestatore occasionale verrà sempre pagato esclusivamente dall’INPS entro il giorno 15 del mese successivo a quello della prestazione.
Il pagamento avviene sul conto corrente indicatore dal prestatore al momento della registrazione al portale INPS, oppure, in assenza di conto corrente, con mandato di pagamento alle Poste Italiane.

LIMITI DI IMPORTO ANNUO E DI ORE LAVORATE
a) Ogni prestatore occasionale non può ricevere compensi netti dalla totalità degli utilizzatori superiori a 5.000 euro annui.
b) Ogni utilizzatore (privato o azienda) non può ricevere prestazioni occasionali nette superiori a 5.000 euro annui nella loro totalità.
c) Ogni singolo prestatore occasionale non può ricevere compensi netti da un singolo utilizzatore per più di 2.500 euro annui.
I costi accessori (Inps, Inail, oneri) non vengono considerati per il calcolo del limite.
Nel caso si utilizzino studenti, pensionati o disoccupati, i relativi compensi incidono soltanto per il 75% sul calcolo del limite di cui alla lettera b) di cui sopra.
In ogni caso non possono essere superate le 280 ore lavorate nell’arco dell’anno da parte di singolo prestatore occasionale.
Non si possono ricevere prestazioni occasionali da chi ha avuto con l’utilizzatore un rapporto di lavoro dipendente o parasubordinato nei sei mese precedenti.

SANZIONI
Nel caso vengano superati i limiti di 2.500 euro annui o di 280 ore lavorate all’anno nei confronti del singolo prestatore occasionale, il rapporto viene convertito in lavoro dipendente a tempo pieno e a tempo indeterminato.
Le sanzioni per le omesse comunicazioni preventive all’INPS previste dalla Legge vanno da un minimo di 500 euro ad un massimo di 2.500 euro per ogni prestazione giornaliera.


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04/05/2017

Rettifica del certificato in caso di rientro anticipato dalla malattia

L’Inps, con circolare n. 79 del 2 maggio 2017, ha offerto chiarimenti in tema di modifica della durata della prognosi riportata nel certificato di malattia. L’Istituto ha precisato che, in caso di guarigione anticipata rispetto alla data di fine prognosi, il lavoratore, per rientrare al lavoro, è tenuto a richiedere una rettifica del certificato in corso, al fine di documentare correttamente il periodo d’incapacità temporanea al lavoro. Poiché ciò non costituisce a tutt’oggi una prassi seguita dalla generalità dei lavoratori, l’Istituto ha fornito alcune indicazioni.

In presenza di un certificato con prognosi ancora in corso, il datore di lavoro non può consentire al lavoratore la ripresa dell’attività lavorativa; inoltre il lavoratore deve osservare l’obbligo di correttezza anche nei confronti dell’Inps, ai fini della liquidazione della prestazione di malattia.

Affinché la rettifica venga considerata tempestiva, è necessario che intervenga prima della ripresa anticipata dell’attività lavorativa. Essa va richiesta al medesimo medico che ha redatto il certificato e deve essere effettuata prima del rientro anticipato al lavoro del soggetto.

Se a seguito di una visita di controllo si accerti la mancata o tardiva comunicazione della ripresa anticipata, verranno applicate al lavoratore le sanzioni già previste per le assenze ingiustificate.


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04/04/2017

NUOVE ASSUNZIONI – LE AGEVOLAZIONI PER IL 2017

Il passaggio al 2017 fa da spartiacque tra vecchie e nuove agevolazioni.

Sono terminate a fine 2016 le agevolazioni per le seguenti categorie di dipendenti:
apprendisti (sgravio triennale totale), continua ad applicarsi l’aliquota contributiva ridotta (massimo 10% dell’imponibile)
assunti a tempo indeterminato: sgravio biennale contributi Inps 40% (jobs act)
iscritti a liste di mobilità
Proseguono o vengono introdotte ex novo le seguenti agevolazioni:
– assunzione lavoratori disoccupati
– programma “garanzia giovani”
– assunzioni nelle Regioni del Sud Italia

“GARANZIA GIOVANI” – COME FUNZIONA
CHI PUO’ ISCRIVERSI AL PROGRAMMA: i giovani tra i 15 e i 29 anni, residenti in Italia – cittadini comunitari o stranieri extra UE, regolarmente soggiornanti – non impegnati in un’attività lavorativa né inseriti in un corso scolastico o formativo.
Ai datori di lavoro che assumono, nel corso del 2017, dipendenti iscritti al programma “garanzia giovani” , spettano le seguenti agevolazioni sui contributi a carico del datore di lavoro:
contratto a termine (anche somministrato) di durata di almeno 6 mesi: sgravio contributi INPS 50%, con un massimo di 4.030 euro
contratto a tempo indeterminato (anche somministrato) e apprendisti: sgravio contributi INPS 100% (con un massimo di 8.060 euro)
L’agevolazione spetta anche alle assunzioni part-time, riducendola in proporzione al minor orario di lavoro.
In caso di cessazione di rapporto di lavoro l’agevolazione si interrompe definitivamente (una successiva assunzione da parte di altro datore di lavoro non beneficia di alcun vantaggio)
In caso di proroga di lavoro a tempo determinato l’agevolazione può spettare una seconda volta ma solo nel limite di 4.030 euro annui.
La trasformazione da tempo determinato a tempo indeterminato non dà diritto ad una seconda agevolazione.


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27/03/2017

OLTRE I VOUCHER – IL LAVORO INTERMITTENTE O A CHIAMATA

Aboliti i voucher, e in attesa che il legislatore stabilisca una alternativa, si ritiene importante riepilogare la normativa che disciplina il lavoro intermittente o/a chiamata, che potrebbe essere utilizzato in caso di lavori occasionali.

Si tratta di una tipologia contrattuale, disciplinata dal D.Lgs. 81/2015, che si può attivare qualora si presenti la necessità di utilizzare un lavoratore per prestazioni con una frequenza non predeterminabile, permettendo al datore di lavoro di servirsi dell’attività del lavoratore, chiamandolo all’occorrenza.

Sono spesso assunti con questa formula i lavoratori dello spettacolo, gli addetti al centralino, i guardiani, receptionist, camerieri e lavoratori del settore turismo.

Il contratto di lavoro intermittente può essere stipulato, in base a presupposti oggettivi o soggettivi:

Oggettivi:

1)       se il CCNL  prevede espressamente l’utilizzo del contratto intermittente – Esempio nel CCNL per attività durante i fine settimana;

2)       in mancanza di previsione contrattuale ma per attività considerate discontinue previste dal R.D. 2657/1923 – esempio per personale di cucina da utilizzare sempre senza limiti temporali.

Soggettivi:

con soggetti di età inferiore a 24 anni, oppure, di età superiore a 55 anni (Le prestazioni a chiamata si devono comunque concludere entro il compimento del 25esimo anno).

Il contratto di lavoro intermittente è ammesso per ciascun lavoratore e con il medesimo datore di lavoro per un periodo complessivamente non superiore alle 400 giornate nell’arco di tre anni solari, ad eccezione dei settori del turismo, dei pubblici esercizi e dello spettacolo. Nel caso in cui sia superato questo periodo, il rapporto di lavoro intermittente si trasforma in un rapporto a tempo pieno e indeterminato.

Il contratto a chiamata può essere stipulato a tempo indeterminato o determinato; è necessaria la comunicazione telematica al Centro Impiego per avviare il rapporto di lavoro e prima dell’inizio dello svolgimento di ciascuna prestazione lavorativa svolta si dovrà notificare, con le modalità previste, l’inizio e la fine della stessa.

Ai fini retributivi, il dipendente sarà retribuito solo per le ore di effettivo lavoro che saranno inserite, come per gli altri lavoratori nel libro unico. La paga oraria sarà quella prevista dal CCNL maggiorata dell’incidenza delle retribuzioni differite (13ima-14ima-ferie), il costo sarà quindi proporzionale alle prestazioni effettivamente svolte.

Nel caso in cui si voglia prevedere l’obbligo di disponibilità, sarà prevista anche un’indennità di disponibilità da erogare anche quando il lavoratore non lavora.

Restiamo a disposizione per ulteriori chiarimenti ed approfondimenti.


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13/01/2017

AGENZIA ENTRATE – NUOVI ADEMPIMENTI PERIODICI

Una tabella di marcia impegnativa quella che ci attende per il 2017.
Lo spesometro annuale per il 2016 andra’ presentato entro il 10 aprile 2017 dai contribuenti Iva mensili e entro il 20 aprile 2017 per quelli trimestrali.
Dal 2017 lo spesometro anziche’ annuale sara’ trimestrale.
Solo per il 2017 e’ previsto che il primo invio sara’ semestrale e scadrà il 25 luglio.
Non solo, anche i risultati delle liquidazioni Iva dovranno essere trasmessi trimestralmente in via telematica, anche per chi e’ a credito.

Sul fronte IVA, segnaliamo l’abolizione della Comunicazione annuale Dati Iva sostituita dalla presentazione autonoma (non più in Unico) della dichiarazione Iva del 2016 entro il 28.2.2017.
A partire dal 2018 la scadenza per la presentazione della dichiarazione annuale IVA passera’ al 30 aprile.

Modello Intra acquisti e black list aboliti dal 2017
A decorrere dall’1.1.2017 viene soppresso l’obbligo di trasmissione dei modelli INTRASTAT relativi:
• agli acquisti intracomunitari di beni;
• alle prestazioni di servizi ricevute da soggetti stabiliti in un altro Stato della UE.
È anticipata all’anno di imposta 2016 l’abolizione della comunicazione “black list”, la quale non dovrà più essere presentata.
E’ stata inoltre abolita la comunicazione degli acquisti di beni ricevuti da operatori di San Marino, documentati con autofattura.

Ecco il nuovo scadenziario:

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