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24/07/2018

DATORI DI LAVORO – NOVITA’ “DECRETO DIGNITA’”

È stato pubblicato, nella Gazzetta Ufficiale 13.07.2018, n. 161, il D.L. 12.07.2018, n. 87, cosiddetto Decreto Dignità recante “Disposizioni urgenti per la dignità dei lavoratori e delle imprese”, in vigore dal 14.07.2018.
Si sintetizzano le principali disposizioni relative ai rapporti di lavoro

Modifiche alla disciplina del contratto di lavoro a tempo determinato – Artt. 1 e 3, c. 2
• Al contratto di lavoro subordinato può essere apposto un termine di durata non superiore a 12 mesi.
• Il contratto può avere una durata superiore, ma comunque non eccedente i 24 (anziché 36) mesi, solo in presenza di almeno una delle seguenti condizioni:
a) esigenze temporanee e oggettive, estranee all’ordinaria attività, ovvero esigenze sostitutive di altri lavoratori;
b) esigenze connesse a incrementi temporanei, significativi e non programmabili, dell’attività ordinaria.
• Con l’eccezione dei rapporti di lavoro di durata non superiore a 12 giorni, l’apposizione del termine al contratto è priva di effetto se non risulta da atto scritto, una copia del quale deve essere consegnata dal datore di lavoro al lavoratore entro 5 giorni lavorativi dall’inizio della prestazione. L’atto scritto contiene, in caso di rinnovo, la specificazione di una delle esigenze indicate in precedenza, in base alle quali è stipulato; in caso di proroga dello stesso rapporto, tale indicazione è necessaria solo quando il termine complessivo eccede i 12 mesi.
• Il contratto può essere rinnovato solo a fronte delle condizioni sopra indicate.
• Il contratto può essere prorogato liberamente nei primi 12 mesi e, successivamente, solo in presenza delle condizioni sopra indicate.
• I contratti per attività stagionali possono essere rinnovati o prorogati anche in assenza delle condizioni indicate.
• Il termine del contratto a tempo determinato può essere prorogato, con il consenso del lavoratore, solo quando la durata iniziale del contratto sia inferiore a 24 mesi, e, comunque, per un massimo di 4 (anziché 5) volte nell’arco di 24 mesi a prescindere dal numero dei contratti. Qualora il numero delle proroghe sia superiore, il contratto si trasforma in contratto a tempo indeterminato dalla data di decorrenza della 5° proroga.
• L’impugnazione del contratto a tempo determinato deve avvenire entro 180 giorni (anziché 120) dalla cessazione del singolo contratto.
• Le nuove disposizioni si applicano ai contratti di lavoro a tempo determinato stipulati successivamente al 14.07.2018, nonché ai rinnovi e alle proroghe dei contratti in corso alla medesima data.
• Le nuove disposizioni non si applicano ai contratti stipulati dalle pubbliche amministrazioni, ai quali continuano ad applicarsi le disposizioni vigenti anteriormente al 14.07.2018.
• In caso di rinnovo del contratto, il contributo addizionale (attualmente pari all’1,4% della retribuzione imponibile ai fini previdenziali) a carico del datore di lavoro (art. 2, c. 28 L. 92/2012) è aumentato di 0,5 punti percentuali in occasione di ciascun rinnovo del contratto a tempo determinato.
Le disposizioni non riguardano i contratti a chiamata.

Modifiche alla disciplina della somministrazione di lavoro – Artt. 2, 1, c. 3 e 3, c. 2
• In caso di assunzione a tempo determinato il rapporto di lavoro tra somministratore e lavoratore è soggetto alla disciplina prevista per il contratto a termine.
È esclusa l’applicazione delle disposizioni relative a:
numero complessivo di contratti a tempo determinato;
diritti di precedenza del lavoratore assunto a tempo determinato nelle assunzioni a tempo indeterminato effettuate dal datore di lavoro.
• Le nuove disposizioni non si applicano ai contratti stipulati dalle pubbliche amministrazioni, ai quali continuano ad applicarsi le disposizioni vigenti anteriormente al 14.07.2018.
• Per i rapporti in somministrazione a termine, in caso di rinnovo del contratto, il contributo addizionale a carico del datore di lavoro (art. 2, c. 28 L. 92/2012) è aumentato di 0,5 punti percentuali in occasione di ciascun rinnovo.

Indennità di licenziamento ingiustificato contratto a tempo determinato – Art. 3, c. 1
• Nei casi in cui risulta accertato che non ricorrono gli estremi del licenziamento per giustificato motivo oggettivo o per giustificato motivo soggettivo o giusta causa, il giudice dichiara estinto il rapporto di lavoro alla data del licenziamento e condanna il datore di lavoro al pagamento di un’indennità, non assoggettata a contribuzione previdenziale di importo, pari a 2 mensilità dell’ultima retribuzione di riferimento per il calcolo del trattamento di fine rapporto per ogni anno di servizio, in misura comunque non inferiore a 6 (anziché 4) e non superiore a 36 (anziché 24) mensilità.

Lo studio rimane a disposizione per ulteriori chiarimenti, si precisa che trattandosi di decreto legge potrebbero, in fase di conversione in legge, intervenire delle modifiche, sarà nostra cura informarvi tempestivamente.


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28/06/2018

Prorogato l’obbligo di fatturazione elettronica sull’acquisto di carburante, ma non il pagamento con mezzi tracciabili

Il Consiglio dei Ministri ha approvato ieri il decreto legge che proroga dal 1° luglio 2018 al 1° gennaio 2019, il termine di entrata in vigore degli obblighi di fatturazione elettronica per le cessioni di carburante.

Sarà quindi ancora ammesso l’uso della scheda carburante fino a fine anno.

Resta invece fermo dal 1° luglio 2018 l’obbligo di effettuare il pagamento degli acquisti di carburante utilizzando mezzi tracciabili, quali carte di credito, carte di debito, altre carte di pagamento (come quelle emesse dalle Compagnie Petrolifere), bonifici, assegni o addebito diretto sul conto corrente.


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19/06/2018

Tracciabilità delle retribuzioni

Dal prossimo 1 luglio 2018 i datori di lavoro saranno obbligati a pagare le retribuzioni ai dipendenti e collaboratori coordinati e continuativi (anche in caso di acconti sulla busta paga), esclusivamente mediante strumenti di pagamento tracciabili:

– assegno bancario o circolare (consegnato al dipendente o a un suo delegato)

– Bonifico

– Strumenti di pagamento elettronici

– In contanti solo presso lo sportello bancario o postale dove il datore di lavoro ha il conto corrente (con mandato di pagamento)

Il pagamento tramite contanti dà adito ad una sanzione da 1.000 a 5.000 euro in capo al datore di lavoro

Non sono interessati alla nuova norma i lavoratori delle Pubbliche Amministrazioni, i collaboratori domestici e i compensi per borse di studio, tirocini, lavoro occasionale.


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02/05/2018

Dal 1° luglio 2018 viene abolita la carta carburante

Dal 1° Luglio 2018 verrà abolita la carta carburante. Per detrarre l’Iva e dedurre il costo relativi all’acquisto di benzina e gasolio sarà inoltre obbligatorio utilizzare mezzi di pagamento tracciabili.
Esaminiamo le novità con ordine:
1. l’obbligo della fattura elettronica dal prossimo 1 luglio riguarda solo le cessioni di benzina e gasolio per motori a uso autotrazione. Pertanto per le cessioni di carburante per uso diverso (ad esempio riscaldamento, attrezzi agricoli e da giardinaggio) non vige tale obbligo fino al prossimo anno;
2. nella fattura elettronica per i carburanti non sarà obbligatorio indicare elementi come ad esempio la targa, il modello o telaio dell’autoveicolo e i Km (era invece obbligatoria tale indicazione nella scheda carburante) e verrà recapitata tramite PEC, all’indirizzo indicato al proprio fornitore;
3. se sono effettuate più operazioni di natura diversa nella stessa fattura (ad esempio rifornimento di carburante e contestualmente il lavaggio dell’autoveicolo), la fattura elettronica si rende obbligatoria per l’intero documento;
4. non è necessario richiedere la fattura elettronica per ogni rifornimento, ma sarà possibile ricomprendere gli acquisti di carburante effettuati nel corso dello stesso mese in un unico documento e ricevere elettronicamente la fattura differita (entro il giorno 15 del mese successivo). Questo a condizione che le singole cessioni di carburante siano state accompagnate da un documento, analogico o digitale, idoneo a identificare l’acquisto (ad esempio i buoni consegna nominativi rilasciati dalle attrezzature automatiche);
5. per la deduzione del costo sostenuto e la detrazione dell’IVA assolta sull’acquisto di carburante, oltre ad avere la fattura elettronica, è necessario utilizzare mezzi di pagamenti tracciabili (si tratta degli assegni bancari e postali sia circolari che non, dei vaglia cambiari e postali e dei mezzi elettronici), non sarà più ammesso l’utilizzo del contante.
Si precisa che le carte di credito/debito e prepagate costituiscono mezzi di pagamento idonei anche qualora si riferiscano al soggetto interessato per via indiretta. Ad esempio è deducibile per il datore di lavoro il costo del carburante pagato dal dipendente (con la sua carta elettronica) e a quest’ultimo rimborsato tramite bonifico (non è ammesso l’uso del contante) unitamente alla retribuzione. Costituisce altresì mezzo idoneo per la deducibilità l’acquisto mediante smartphone/tablet (e altre card elettroniche e app di ultima generazione) che consenta l’addebito diretto del costo in conto corrente o su carta di credito. In entrambi gli esempi, infatti, il pagamento è pienamente riconducibile al soggetto passivo.

Detto questo le strade percorribili sono due:
– pagare di volta in volta con mezzo elettronico preoccupandosi di richiedere ad ogni rifornimento la fattura elettronica (o mese per mese la fattura elettronica differita), che sembra essere una soluzione poco pratica;
– oppure stipulare un contratto con una compagnia petrolifera che permette di effettuare pagamenti periodici direttamente a quest’ultima, senza sostenere alcun esborso in sede di rifornimento presso gli impianti di distribuzione.
Tale tipologia di contratto è soggetta all’emissione della fattura elettronica solo laddove il cliente sia vincolato a rifornirsi presso i distributori affiliati alla casa petrolifera prescelta (buono monouso).


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24/01/2018

Modelli Intrastat: novità 2018

L’Agenzia delle Entrate con il provvedimento del 25.9.2017 n. 194409 ha adottato misure di semplificazione in materia di modelli Intrastat, in attuazione del D.L. 244/2016.

Le novità si applicano a partire dal 2018, ossia con riguardo agli elenchi riepilogativi aventi periodi di riferimento decorrenti dal mese di gennaio 2018. Questo significa che per quanto riguarda gli adempimenti relativi all’ultimo periodo (mese o trimestre) del 2017, gli obblighi precedenti rimangono invariati.

Nello specifico sono state modificate le soglie di riferimento per la periodicità di presentazione. I singoli limiti vanno verificati distintamente per ciascuna categoria di operazioni e il superamento della soglia per una singola categoria non incide sulla periodicità relativa alle altre.

Per compilazione “ai fini statistici” si intende l’invio degli elenchi privi delle indicazioni di carattere quantitativo, ma recanti esclusivamente i codici identificativi delle merci, delle modalità di trasporto e delle altre informazioni qualitative relative all’operazione.

Per l’esatta individuazione dei dati statistici obbligatori si consiglia di consultare le istruzioni ministeriali, che ad oggi devono ancora essere aggiornate al fine di recepire le modifiche suesposte. Di seguito il link alla pagina web dedicata https://www.agenziadoganemonopoli.gov.it/portale/-/elenchi-scambi-intracomunitari-di-beni

Si precisa che i termini di presentazione dei modelli non hanno subito variazioni, per cui gli stessi devono essere presentati entro il giorno 25 del mese successivo al periodo (mese o trimestre) di riferimento.


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12/01/2018

Nuovo limite di esenzione dei compensi per attività sportiva dilettantistica

La Legge di bilancio 2018 ha modificato la disciplina fiscale dei compensi percepiti dagli sportivi dilettanti. In particolare la soglia entro la quale sono esclusi da IRPEF i redditi percepiti da detti soggetti viene incrementata dagli attuali euro 7.500 a euro 10.000 annui.

Il nuovo limite si applica a partire dall’anno 2018.

Per il 2017 resta invariato il limite di reddito.


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12/01/2018

Divieto di cessione gratuita delle borse di plastica

I mezzi di comunicazione hanno attribuito grande rilevanza alla questione della vendita a pagamento dei sacchetti in plastica, che a decorrere dal 1 gennaio 2018 è obbligatoria. Tale risonanza rischia di generare grande confusione ed è pertanto necessario un chiarimento.

La norma che ha posto tale obbligo è stata emanata l’estate scorsa e ha previsto il divieto di cedere gratuitamente le borse ai consumatori per l’asporto di merci e prodotti con decorrenza dal 2018, apportando una serie di distinzioni dei sacchetti per composizione, spessore ed utilizzo.

Sul punto è intervenuto anche il Ministero dell’Ambiente, che ha diffuso una circolare in base alla quale è obbligatorio far pagare tutte le borse di plastica ammesse al commercio.

Restano escluse dall’obbligo le borse in carta, in fibre naturali, poliammide, ecc…

All’interno del confuso scenario normativo, è consigliabile adottare la prudente interpretazione fornita dal Ministero, addebitando il costo dei sacchetti di plastica ceduti a propri clienti. Si precisa che il prezzo di cessione è libero.

E’ poi necessario considerare che non tutti i sacchetti di plastica sono oggi “in regola”. Per le caratteristiche di conformità degli stessi si rimanda all’opuscolo di Assobioplastiche. Per essere inoltre certi della composizione dei sacchetti che si stanno acquistando, è buona norma richiedere al proprio fornitore una dichiarazione di conformità alle norme di legge, della quale si mette a disposizione un fac-simile.


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19/12/2017

Detrazioni IVA

Con l’entrata in vigore del D.L. 50/2017 sono state modificate le regole di detrazione e registrazione delle fatture ai fini IVA.

Negli ultimi giorni, sono apparse interpretazioni le più disparate sul corretto comportamento contabile e dichiarativo, stante il silenzio dell’Agenzia delle Entrate in merito ai dubbi sorti dall’evidente contraddizione del contenuto degli articoli 19 e 25 del testo unico IVA.

Riteniamo doveroso riepilogare i contenuti della norma e provare a chiarire gli aspetti controversi.

DETRAZIONE IVA SUGLI ACQUISTI

Il problema si pone per le fatture a cavallo d’anno.

L’IVA sulle fatture di acquisto è detraibile dal momento in cui l’imposta diviene esigibile (per le cessioni di beni la data di consegna, per le prestazioni di servizio la data di ultimazione della prestazione che generalmente coincide con la data di emissione della fattura).

La nuova regola abbrevia drasticamente il limite massimo di tempo per poter esercitare tale diritto alla detrazione IVA, che coincide ora con il termine di presentazione della dichiarazione IVA annuale del periodo di emissione della fattura (e non di ricevimento).

Il termine ultimo per presentare la dichiarazione IVA del 2017 è il 30 aprile 2018.

FATTURE 2017 RICEVUTE NEL 2018 ENTRO IL TERMINE DELLA DICHIARAZIONE ANNUALE IVA

Cosa succede alle fatture di acquisto emesse nel 2017 e ricevute dall’acquirente nei primi mesi del 2018?

L’IVA sull’acquisto è detraibile con riferimento alla data della fattura (2017), poiché in quel periodo divenuta esigibile.

Pertanto se la fattura di acquisto di dicembre 2017 viene registrata a gennaio 2018, non concorrerà alla determinazione della liquidazione IVA del mese di gennaio, ma verrà “sospesa” e recuperata nella dichiarazione annuale IVA 2018 per l’anno 2017 (da presentarsi entro il prossimo 30 aprile).

Le software house dovranno pertanto adeguare i gestionali contabili a tale nuova procedura.

Quindi per le fatture di acquisto 2017 registrate nel 2018 fino al termine di presentazione della dichiarazione annuale IVA (termine ultimo 30 aprile 2018) è possibile detrarre l’IVA in dichiarazione annuale.

FATTURE DEL 2017 REGISTRATE OLTRE IL TERMINE DELLA DICHIARAZIONE ANNUALE IVA

Se la registrazione oltre il termine è relativa a fatture ricevute nel 2017 e che, per negligenza o altri motivi, non sono state registrate entro il termine di presentazione della dichiarazione annuale IVA, la detraibilità dell’IVA su tali fatture è preclusa.

Se l’acquirente può dimostrare che la fattura 2017 è pervenuta nel 2018 anche se oltre i termini di presentazione della dichiarazione annuale (quindi da maggio in poi), riteniamo che l’IVA sia detraibile presentando però una dichiarazione annuale IVA integrativa a favore.

FATTURE DI ACQUISTO 2017 RICEVUTE PRIMA DEL 16 GENNAIO (per i contribuenti mensili)

Poiché la norma dispone che le fatture siano annotate in apposito registro degli acquisti anteriormente alla liquidazione periodica, ci si pone il dubbio se tali registrazioni possano avvenire con data registrazione e riferimento alla liquidazione IVA del mese di dicembre. Verrebbe da rispondere in senso affermativo, ma occorre attendere la risposta ministeriale.


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10/11/2017

Rottamazione delle cartelle

Il D.L. 148/2017 ha riaperto i termini per la rottamazione delle cartelle. La norma è ancora in fase di conversione in legge e quindi non contiene misure definitive, è tuttavia opportuno avere presenti sin da ora le novità previste.
Si premette che la “seconda edizione”, come la precedente, consente di ridurre gli importi delle proprie cartelle eliminando le sanzioni e gli interessi di mora.

Riapertura dei termini per il pagamento delle rate di luglio e settembre 2017
Il contribuente precedentemente ammesso alla rottamazione, che per qualsiasi motivo non aveva potuto effettuare i versamenti alle scadenze del 31/07/2017 e il 30/09/2017, ha la possibilità di sanare la propria posizione effettuando il pagamento di quanto dovuto entro il 30/11. Questo riguarda anche coloro che avevano optato per il pagamento in unica soluzione al 31/07/2017.
In altri termini il mancato pagamento di una delle due rate (o di entrambe) non determina la decadenza dalla rottamazione, che rimane valida a condizione che entro il prossimo 30/11/2017 si provveda al pagamento degli “arretrati”. Successivamente sarà possibile riprendere il piano di rateazione originario.

Possibilità di accesso alla rottamazione per coloro che non erano stati ammessi alla prima edizione
Coloro che si erano visti negare la richiesta di rottamazione “prima edizione” in ragione del mancato pagamento delle rate di ottobre, novembre e dicembre 2016 o in periodi antecedenti, hanno oggi la possibilità di accedervi.
Per farlo è necessario:
1) Presentare una nuova richiesta di adesione entro il 31/12/2017, nella quale è possibile scegliere di pagare il dovuto in massimo 3 rate, scadenti a settembre, ottobre e novembre 2018;
2) Versare in unica soluzione entro il 31/05/2018 le rate scadute al 31/12/2016 che avevano causato il rigetto della precedente domanda (gli importi verranno comunicati dall’Agenzia entrate-riscossione entro il 31/03/2018);
3) Entro il 31/07/2018 l’ Agenzia entrate-riscossione comunicherà le somme dovute, recapitando altresì il bollettino necessario al pagamento (o i bollettini in caso di rateazione).

Riapertura della rottamazione per le cartelle affidate dal primo gennaio al 30 settembre 2017
La rottamazione-bis riguarda solo i carichi trasmessi all’ Agenzia entrate-riscossione dal 1/1/2017 al 30/09/2017, sono quindi escluse le cartelle rottamabili con la precedente edizione per chi decise di non aderire.
Chi intende aderire deve presentare apposita domanda entro il 15/05/2018.
Entro il 30/06/2018 l’Agenzia entrate-riscossione comunicherà l’importo da pagare.
Il pagamento può essere eseguito in un massimo di 5 rate e deve comunque concludersi entro il 28/02/2019. La scelta deve essere effettuata nella domanda di accesso.


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30/10/2017

VOUCHER DIGITALIZZAZIONE

DOMANDE DAL 30 GENNAIO 2018

Le piccole e medie imprese sono interessate ad una agevolazione relativa all’ammodernamento tecnologico dell’azienda.
Il bando incentiva, attraverso l’assegnazione di un voucher in denaro, le seguenti tipologie di spese:
• hardware e software;
• servizi specialistici;
• software per la gestione dell’ e-commerce e per sistemi di sicurezza della connessione alla rete;
• connettività alla banda larga e ultra larga compresi i costi per i lavori di fornitura, posa, attestazione, collaudo dei cavi e costi di dotazione e installazione degli apparati necessari;
• decoder e parabole per il collegamento alla rete Internet mediante tecnologia satellitare;
• costi per la partecipazione a corsi e per servizi di formazione qualificata per il personale aziendale relativamente agli investimenti sopra descritti.

Gli investimenti devono essere effettuati esclusivamente dopo la prenotazione del voucher.
Il voucher è un contributo a fondo perduto concesso nella misura massima del 50% delle spese ammesse, con un massimo di contributo di € 10.000.
Le domande di contributo saranno compilabili on line sul sito del Ministero dello Sviluppo economico dal 15.01.2018 e potranno essere inviate dal 30.01.2018 al 9.02.2018.
Non essendo una procedura a “click day”, le risorse spetteranno a tutti i soggetti ammessi, senza ordine cronologico


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