DECRETO “CURA ITALIA” – PARTE SECONDA

MISURE PER IL LAVORO DIPENDENTE

In tema di lavoro dipendente il Decreto assegna importanti risorse per il finanziamento degli strumenti di Cassa integrazione, sia ordinaria che in deroga.

La Cassa integrazione per i lavoratori dipendenti a seguito dell’epidemia in atto si applica con effetto dal 23 febbraio e potrà essere richiesta per un periodo di 9 settimane.

Tutte le aziende avranno diritto alla Cassa integrazione, anche quelle con un solo dipendente.

Le procedure per la richiesta sono state semplificate.

I lavoratori genitori potranno avvalersi di un congedo speciale di 15 giorni per assistere a casa i figli di età non superiore a 12 anni (nessun limite di età per i figli disabili). Possibile l’alternanza tra i coniugi ma nel limite massimo complessivo di 15 giorni. L’agevolazione spetta sia ai lavoratori dipendenti che ai lavoratori autonomi, l’indennità a carico dell’INPS verrà calcolata in percentuale sulla retribuzione effettiva o convenzionale.

Per i figli maggiori di 12 anni di età e fino a 16 anni, vi sarà la possibilità per i soli lavoratori dipendenti del settore privato di assentarsi dal lavoro con divieto di licenziamento, senza però percepire alcuna retribuzione.

In alternativa a tali misure, i lavoratori con prole potranno richiedere all’INPS un voucher del valore massimo di 600 euro per l’acquisto di un servizio di baby sitter da sfruttare nel periodo sopra indicato.

Viene stabilito che il periodo di quarantena obbligatoria in cui dovesse incorrere un dipendente sarà equiparato al periodo di malattia, anche ai fini del calcolo del periodo di comporto.

I lavoratori dipendenti con reddito complessivo annuo fino a 40.000 euro hanno diritto ad un premio in busta paga di 100 euro, esentasse, rapportato ai giorni di permanenza nella sede di lavoro nel mese di marzo.

Il datore di lavoro compenserà il premio nel modello F24.

Lo Studio rimane a Vostra disposizione per qualsiasi dubbio o chiarimento in merito.

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