DECRETO RILANCIO ITALIA: TUTTE LE NOVITA’ DEL D.L. 34/2020 Novità per imprese e professionisti (prima parte)

Art. 24 Agevolazione Irap

Per imprese e lavoratori autonomi con volume di ricavi non superiore a 250 milioni di euro, non è dovuto il saldo IRAP per il periodo d’imposta 2019. Non è altresì dovuto il primo acconto IRAP per il periodo d’imposta 2020, a titolo definitivo.

Pertanto quest’anno si verserà soltanto il secondo acconto Irap entro il prossimo 30 novembre.

Art. 25 Contributo a fondo perduto

E’ riconosciuto un contributo a fondo perduto a imprese, anche agricole, e lavoratori autonomi con volume di ricavi o compensi non superiori a 5 milioni di euro nel 2019, purché l’attività non risulti definitivamente cessata alla data di presentazione dell’istanza di richiesta del contributo.

Il contributo non spetta a taluni soggetti che avevano diritto alle indennità previste dal decreto “Cura Italia” ed in particolare a:

  • Liberi professionisti iscritti alla gestione separata Inps (inclusi gli studi associati);
  • Lavoratori dello spettacolo;
  • Professionisti iscritti a Casse di previdenza private.

Il contributo spetta solo a condizione che il fatturato del solo mese di aprile 2020 sia inferiore ai due terzi del fatturato del solo mese di aprile 2019 (in sostanza deve risultare una riduzione maggiore di 1/3 del fatturato).

Esempio:

Fatturato aprile 2020 euro 20.000; fatturato aprile 2019 euro 32.000, il contributo è spettante.

Fatturato aprile 2020 euro 20.000; fatturato aprile 2019 euro 26.000, contributo non è spettante (la diminuzione del fatturato è inferiore a 1/3).

Il contributo spetta senza necessità di raffronto per il mese di aprile per tutti coloro che hanno iniziato l’attività a partire dal 1/1/2019, nonché per i soggetti situati nelle cosiddette “zone rosse” (in questo caso sarà di 1.000 euro per le persone fisiche e di 2.000 euro per i soggetti diversi dalle persone fisiche).

Una volta determinata la spettanza del contributo, quest’ultimo è calcolato in percentuale sulla diminuzione del fatturato di aprile 2020 rispetto ad aprile 2019, secondo la seguente tabella:

  • 20% per i soggetti con volume di ricavi o compensi non superiore a 400.000 euro nel periodo d’imposta 2019.
  • 15% per i soggetti con volume di ricavi o compensi tra 400.000 e 1.000.000 di euro nel 2019.
  • 10% per i soggetti con volume di ricavi o compensi tra 1.000.000 e 5.000.000 di euro nel 2019.

Il contributo, se spettante, è riconosciuto in ogni caso per un importo non inferiore a 1.000 euro per le persone fisiche e a 2.000 euro per i soggetti diversi dalle persone fisiche.

Il contributo non è tassabile né ai fini Irpef/Ires, né ai fini Irap.

Esempio di calcolo:

SRL ha avuto un volume di ricavi nel 2019 di euro 1.400.000.

Nel mese di aprile 2020 ha fatturato euro 100.000, nel medesimo mese di aprile 2019 aveva fatturato euro 180.000.

Le spetta pertanto il contributo poiché la riduzione del fatturato è di oltre 1/3. L’aliquota è del 10 % poiché la società ha avuto un volume di ricavi superiore a 1 milione di euro nel 2019.

Il contributo sarà pari a: (180.000 – 100.000) = 80.000 x 10% = 8.000 euro.

Per ottenere il contributo occorre inoltrare una istanza telematica all’Agenzia delle Entrate, corredata da autocertificazione anti mafia. Si attende un apposito provvedimento attuativo per l’avvio delle istanze.

Il contributo verrà erogato sul conto corrente indicato dal contribuente nell’istanza. In caso di dichiarazione mendace e di contributo non spettante si applicheranno sanzioni tributarie ed eventuali sanzioni penali (art. 316-ter codice penale, reclusione da sei mesi a tre anni).

Art. 28 Credito d’imposta per i canoni di locazione delle attività produttive

Ai soggetti che dichiarano redditi di impresa o professionali con volume di ricavi o compensi nel 2019 non superiore a 5 milioni di euro, spetta un credito d’imposta del 60 % dei canoni di affitto, leasing o concessione di immobili non abitativi destinati allo svolgimento di attività industriale, commerciale, artigianale, agricola, turistica o professionale.

Per le strutture alberghiere il credito d’imposta spetta a prescindere dal limite di ricavi dichiarati nel 2019.

Il credito spetta anche agli enti non commerciali, compresi gli enti del terzo settore e religiosi.

Il credito è commisurato ai canoni effettivamente versati nei mesi di marzo, aprile, maggio 2020 e solo per i mesi in cui il fatturato sia risultato inferiore di almeno il 50% del fatturato dell’analogo mese del 2019.

Esempio:

Fatturato mese marzo 2020   euro 5.000;    mese marzo 2019 euro 11.000    si credito d’imposta affitto

Fatturato mese aprile 2020    euro zero; mese aprile 2019   euro 10.000   si credito d’imposta affitto

Fatturato mese maggio 2020 euro 6.000; mese maggio 2019 euro 9.000 no credito d’imposta affitto

Il credito d’imposta è utilizzabile in dichiarazione dei redditi per l’anno 2020 oppure in compensazione successivamente all’avvenuto pagamento del canone e non è tassabile né ai fini Irpef/Ires, né ai fini Irap.

In caso di affitto di azienda comprensivo del canone per l’utilizzo dell’immobile, o di contratti complessi, il credito d’imposta è ridotto al 30 %.

Il credito non è cumulabile con l’analoga misura prevista per il mese di marzo dal decreto “cura Italia”.

E’ possibile optare per la cessione del credito, anche parziale, ad altri soggetti, comprese le banche e altri intermediari finanziari. Chi acquista il credito può utilizzarlo in compensazione oppure scontarlo nella dichiarazione dei redditi relativa all’anno 2020.

Art.84 Nuovo bonus inps per i lavoratori danneggiati

Vengono rifinanziate per i mesi di aprile e maggio le indennità per lavoratori autonomi, imprenditori e collaboratori coordinati e continuativi già previste per il mese di marzo.

Per il mese di aprile l’indennità è riconosciuta in misura pari a 600 euro:

  • Per professionisti e co.co.co iscritti alla gestione separata INPS;
  • Lavoratori autonomi iscritti alle Gestioni speciali dell’AGO (artigiani e commercianti)

Per coloro che hanno già ricevuto dall’INPS l’indennità relativa al mese di marzo 2020, per aprile l’erogazione sarà automatica, senza necessità di ulteriori domande.

Per il mese di maggio l’indennità ammonta a 1.000 euro:

  • per i liberi professionisti iscritti alla Gestione separata, non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie, che abbiano subito una riduzione di almeno il 33% del reddito del secondo bimestre 2020 rispetto a quello del secondo bimestre 2019. Il reddito è determinato per cassa, come differenza tra ricavi e compensi incassati e spese effettivamente sostenute, comprese le quote di ammortamento.
  • Per i co.co.co non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie, che abbiano cessato il rapporto di lavoro alla data di entrata in vigore del presente decreto.

Per i lavoratori autonomi iscritti alle Gestioni speciali dell’AGO (artigiani e commercianti) non viene previsto alcun ulteriore assegno per il mese di maggio.

Decorsi 15 giorni dall’entrata in vigore del decreto, per coloro che non hanno presentato la domanda scatta la decadenza dal bonus 600 euro di marzo.

Art.120 Credito d’imposta per l’adeguamento degli ambienti di lavoro

Al fine di incentivare l’adeguamento alle misure necessarie per il contenimento epidemiologico, è previsto un credito d’imposta del 60% delle spese sostenute nel 2020, con un massimo di 80mila euro, per tutti gli operatori con attività aperte al pubblico (allegato 1, bar, ristoranti, alberghi, teatri, cinema).

Il credito d’imposta di cui al comma è cumulabile con altre agevolazioni per le medesime spese ed è utilizzabile nell’anno 2021 esclusivamente in compensazione. E’ possibile anche cedere il credito a soggetti terzi, ivi inclusi istituti di credito.

Art.122 Cessione dei crediti d’imposta riconosciuti da provvedimenti emanati per fronteggiare l’emergenza COVID-19

Si prevede la possibilità di optare per la cessione dei crediti d’imposta previsti dai decreti Covid in luogo dell’utilizzo diretto. La norma elenca i crediti interessati, che sono i seguenti:

– credito d’imposta per botteghe e negozi del Cura Italia;

– credito d’imposta per locazione di immobili ad uso non abitativo art. 28;

– credito d’imposta per l’adeguamento degli ambienti di lavoro art. 120;

– credito per sanificazione degli ambienti di lavoro art. 125 (abrogativo della omonima norma del Cura Italia e Liquidità);

Il soggetto beneficiario del credito potrà optare per la cessione, anche parziale dello stesso, fino al 31 dicembre 2021.

Anche in questo caso le modalità attuative, comprese quelle relative all’esercizio dell’opzione, da effettuarsi in via telematica, saranno definite con provvedimento dell’Agenzia.

Art. 125 Credito d’imposta per la sanificazione degli ambienti di lavoro

Le disposizioni dei decreti precedenti sul credito d’imposta per la sanificazione vengono sostituiti dal presente.

Il credito d’imposta spetta nella misura del 60 per cento delle spese sostenute per sanificazione e DPI (individuati dettagliatamente) fino al 31 dicembre 2020, fino all’importo massimo di 60.000 euro.

ll credito d’imposta può essere utilizzato nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta di sostenimento della spesa ovvero in compensazione, con modello F24, a decorrere dal giorno successivo a quello di riconoscimento dello stesso (senza limiti di utilizzo).

Entro 30 giorni dalla pubblicazione del decreto l’Agenzia dovrà definire con apposito provvedimento criteri, modalità di applicazione e di fruizione del credito.

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