ERRORI FORMALI: SANATORIA POSSIBILE ENTRO IL 31 MAGGIO

Il D.L. 119/2018, collegato alla legge di bilancio, ha previsto la possibilità di sanare le violazioni di tipo formale commesse fino al 24.10.2018 mediante il pagamento di una sanzione di 200 euro per ciascun anno, al fine di mettersi al riparo da contestazioni di misura notevolmente maggiore.
Le annualità definibili sono il 2014, il 2015, il 2016, il 2017 e il 2018 (quest’ultimo per gli errori commessi fino al 24/10/2018).
Quali errori è possibile definire:
Sono sanabili le irregolarità, le infrazioni e le inosservanze di obblighi o adempimenti di natura formale, che non rilevano sulla determinazione della base imponibile ai fini delle imposte sui redditi, dell’IVA e dell’IRAP e sul pagamento di tributi.
Non potranno perciò essere definite le irregolarità che consistono in:
– omessa o infedele dichiarazione dei redditi, IRAP, IVA e 770;
– violazioni sulla fatturazione e sulla registrazione di operazioni soggette a IVA;
– tardivi od omessi versamenti di tributi, compresa l’indebita compensazione.
E’ poi espressamente esclusa la possibilità di regolarizzare le attività finanziarie e patrimoniali detenute all’estero.
Tutte le altre violazioni, invece, rientrano nella sanatoria. A mero titolo esemplificativo citiamo: gli adempimenti comunicativi da assolvere all’interno della dichiarazione dei redditi, l’esercizio delle opzioni (o delle revoche) da indicare in dichiarazione IVA, il riporto dei crediti d’imposta all’interno del quadro RU, gli errori riguardanti la fatturazione di operazioni esenti, non imponibili o escluse che non abbiano riflessi sulle imposte sui redditi.
Dovrebbero infine essere definibili anche gli errori inerenti le liquidazioni periodiche IVA, le comunicazioni dei dati delle fatture (cd. spesometro) e le dichiarazioni di inizio, variazione e fine attività. Il condizionale è d’obbligo, in quanto sul punto sono attesi chiarimenti ufficiali da parte dell’Agenzia delle Entrate.
Condizioni per la regolarizzazione:
Per procedere con la definizione delle violazioni è necessario:
1) versare 200 euro per ogni periodo d’imposta che si intende regolarizzare;
2) rimuovere l’irregolarità o la violazione commessa.
Precisiamo che non rileva il numero di violazioni da regolarizzare, bensì il numero di anni nei quali sono stati commessi uno o più errori (per esempio: se volessimo regolarizzare tutte le violazioni commesse nel 2016 e nel 2017, dovremmo versare 400 euro).
Il versamento deve avvenire in due rate di pari importo, scadenti, rispettivamente, il 31.5.2019 e il 2.3.2020.
La sanatoria però non si perfeziona con il semplice pagamento. E’ necessario infatti rimediare all’errore. Dunque a seconda delle ipotesi si dovrà effettuare l’adempimento omesso o rieseguire l’adempimento errato.
La rimozione dell’irregolarità sembra dover avvenire entro la scadenza di pagamento della prima rata, quindi il 31 maggio 2019. Anche in questo caso però il condizionale è d’obbligo in quanto il dato normativo è carente. E’ pertanto auspicabile un tempestivo intervento chiarificatore dell’Agenzia delle Entrate.
Per tutti gli approfondimenti circa l’opportunità di aderire alla definizione Vi invitiamo a contattarci.