Buoni pasto – guida operativa aggiornata (Legge di Bilancio 2026)

Gentile Cliente,

con la presente forniamo un riepilogo operativo aggiornato in materia di buoni pasto, utile per una corretta gestione fiscale e contributiva del beneficio.

 

  1. Cosa sono i buoni pasto

I buoni pasto (cartacei o elettronici) sono strumenti che consentono al lavoratore di usufruire di un servizio sostitutivo di mensa presso esercizi convenzionati.

 

Caratteristiche principali:

  • sono personali e non cedibili
  • non sono convertibili in denaro
  • non incidono su TFR, ferie, mensilità aggiuntive

 

  1. Limiti di esenzione fiscale e contributiva

I buoni pasto non concorrono alla formazione del reddito entro i seguenti limiti giornalieri:

  • € 4,00 → buoni cartacei
  • € 10,00 → buoni elettronici (elevati dalla Legge di Bilancio 2026)
  • € 5,29 → indennità sostitutiva per addetti a cantieri / zone prive di servizi

 

👉 L’eventuale eccedenza:

  • è imponibile fiscalmente e contributivamente
  • non rientra nella soglia fringe benefit (€ 1.000 / € 2.000)

 

  1. Destinatari

I buoni pasto possono essere riconosciuti a:

  • lavoratori dipendenti (full-time e part-time)
  • lavoratori in smart working
  • collaboratori (co.co.co.)
  • tirocinanti
  • amministratori

 

⚠️ Attenzione:

Per mantenere l’agevolazione fiscale (in base alle indicazioni ed interpretazioni dell’Agenzia delle Entrate) devono essere erogati:

  • alla generalità dei dipendenti, oppure
  • a categorie omogenee

 

  1. Cosa NON sono

I buoni pasto:

  • non sono obbligatori (salvo previsione contrattuale)
  • non sono retribuzione
  • non rientrano nei fringe benefit
  • non costituiscono un diritto automatico del lavoratore

 

  1. Quando maturano

Si maturano:

  • nei giorni lavorati
  • anche in smart working
  • anche per i part-time (se l’orario consente pausa)

 

Non maturano:

  • ferie e festività
  • malattia e infortunio
  • permessi giornalieri
  • sciopero

 

  1. Casi particolari
  • Smart working: stesso trattamento del lavoro in sede
  • Part-time: spettano se l’orario prevede pausa
  • Trasferte: da valutare in base ai casi specifici e alla modalità di rimborso pattuito fra le parti, spesa per pasto rimborso piè di lista, non deve essere corrisposto il buono pasto
  • Cantieri / zone isolate: possibile indennità sostitutiva esente fino a € 5,29

 

  1. Quale strumento conviene

In sintesi:

  • Mensa aziendale:
    • esenzione totale
    • maggiore complessità gestionale
  • Buoni pasto:
    • esenzione entro soglia (€ 10 elettronici)
    • soluzione più flessibile
  • Indennità in denaro:
    • sempre imponibile
    • meno conveniente fiscalmente

 

Indicazioni operative

Si consiglia di:

  • definire una policy aziendale chiara
  • evitare erogazioni individuali non coerenti
  • preferire i buoni elettronici per maggiore vantaggio fiscale
  • formalizzare il beneficio (regolamento o accordo)

 

Rimaniamo a disposizione per supportarVi nella definizione della soluzione più adatta alla Vostra realtà aziendale.

 

Cordiali saluti

 

Controllo di coerenza

  • I contenuti sono coerenti con la normativa fiscale vigente e con l’aggiornamento 2026 indicato nell’immagine.
  • Possibile criticità: la prassi sulla “generalità o categorie omogenee” deriva da interpretazioni dell’Agenzia delle Entrate, non da norma espressa → va gestita con attenzione operativa.